Il Tirreno

Livorno

«Pronti i nuovi contratti»

di Fabrizio Pucci
«Pronti i nuovi contratti»

Il presidente si gioca tutto. «Se ci salviamo, il premio saranno i rinnovi»

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LIVORNO. «Siamo vivi! Siamo vivi»". Se potesse, il presidente, griderebbe tutto il suo sollievo nel microfono del suo cellulare. Il suo telefono ha fatto squilli a vuoto per tutto il sabato. Poi, smaltite le emozioni di una giornata faticosa, ma felice, ieri mattina ha deciso di rispondere. «Nel primo tempo eravamo morti - prosegue Spinelli - poi quel gol di Valjent ci ha attaccato all'ossigeno. Ora sta a noi, venerdì sera, decidere se respirare ancora o toglierci quella mascherina che dà aria ai nostri polmoni». I nostri polmoni! È pure un passo dell'Inno Amaranto.

CONTRATTI PRONTI. Innanzitutto una notizia. L’annuncia proprio Spinelli: «Se ci salviamo, ho deciso di rinnovare il contratto a diversi dei giocatori che abbiamo. Mi sembra il modo giusto per premiare questo eventuale mezzo miracolo. Nella mia lista ho messo giocatori in scadenza e giocatori che possiamo riscattare».

GRAZIE ARAMU. Spinelli prima di tuffarsi nel clima della partita della vita ripensa a quanto è successo ad Ascoli: «Ci sono stati episodi strani. Poteva starci un rigore per i bianconeri nei primi minuti per via dell'ingenuità di Ceccherini. Poi è andato tutto bene. Compreso il pari della Ternana che ci dà la possibilità di restare in vita».

Quando il Livorno vince, il pres, elogia i ragazzi e quando c'è da fare i nomi dei più bravi non si tira mai indietro: «Avete visto Aramu? Se ci dovessimo salvare ci ricorderemo per tutta la vita di questo ragazzo e della doppietta di sabato. Lui è un giocatore di grande talento. Ha futuro luminoso davanti e poi ha il cuore Toro e questa è una caratteristica che piace molti ai livornesi».

Spinelli è un fiume in piena: «Insieme ad Aramu ci metto anche Vantaggiato che ha ripreso a segnare con continuità e non posso non citare Lambrughi. Lui è un esempio».

LA STAGIONE. La soddisfazione di aver allontanato - almeno fino a venerdì - lo spettro della Lega Pro non gli impedisce di analizzare il campionato più assurdo della sua gestione: «Abbiamo commesso tantissimi errori, ma siamo stati anche sfigati. Penso agli infortuni di Emerson e Jelenic: gente fondamentale che è rimasta fuori per mesi. E poi non dimentico quelle tre partite perse al 94'». E quanto pesa la papera di Pinsoglio con il Perugia? «Non mi fate pensare! Ci siamo fatti gol da soli. Saremmo quasi salvi senza passare dai playout con i due punti persi la scorsa settimana. Però - ammette - da quanto tempo non vincevamo fuori ? Da Brescia? Fine gennaio, vero?»

Esatto. Una vita fa. Significa che - al netto di sfortuna e arbitraggi, questa squadra ne ha combinate di tutti i colori: «Sì. A proposito di arbitri - puntualizza Spinelli - devo dire che ad Ascoli Pairetto è stato all'altezza della situazione. Ha diretto davvero bene».

STADIO PIENO. Ora però il pensiero deve andare per forza alla partita-spareggio contro il Lanciano. Chi perde retrocede e se vinciamo dobbiamo comunque aspettare il risultato di Novara-Modena: «Intanto pensiamo a noi - dice il presidente - perché fino a sabato mattina non avremmo mai pensato di essere ancora in corsa all'ultima giornata. Qualcuno da Lassù ci ha dato una mano».

C'è bisogno di tutti i tifosi. «Anche contro il Lanciano sarà valida l'offerta del biglietto a un euro. Devo dire che fino ad ora non ha portato né troppa gente, né troppa fortuna, ma continuiamo Tutti allo stadio!».

Già. Mettiamo in agenda due o tre cosette da fare. Primo: ergere una statua allo slovacco Valjent, far capire agli amaranto che cosa significa giocare nel Livorno con il pubblico che spinge fino all'ultimo sospiro: «Già - chiosa il presidente - se non andiamo giù quest'anno non retrocediamo mai più nella vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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