Il Tirreno

Livorno

POVERO MILAN LA MALATTIA DELLA SENILITA’

di CORRADO ORRICO

di CORRADO ORRICO Per usare un termine poetico potremmo chiamarla la "caduta degli dei". Ma per descrivere l'incubo del Milan, piombato in pochi anni dai trionfi europei alle delusioni totali, io...

2 MINUTI DI LETTURA





di CORRADO ORRICO

Per usare un termine poetico potremmo chiamarla la "caduta degli dei". Ma per descrivere l'incubo del Milan, piombato in pochi anni dai trionfi europei alle delusioni totali, io preferisco parlare di "malattia della senilità": la società con un passato luminosissimo si ritrova ora svuotata di contenuti. C'è un punto preciso che ha segnato la deriva rossonera: il licenziamento di Allegri, ingiustamente cacciato dopo aver vinto il campionato, nel momento in cui avveniva quel ricambio di giocatori che portava via i vari Ibrahimovic, Thiago Silva, Nesta, e che li rimpiazzava con pedine non all'altezza. Da allora in casa Milan hanno bruciato giovani tecnici come Leonardo, Seedorf, Inzaghi e per ultimo Brocchi. Senza dimenticare Mihajlovic, il migliore allenatore dopo Allegri. L'esonero è stato vergognoso e irrispettoso: non esiste silurare un tecnico senza rendersi conto della pochezza della squadra. Poi Berlusconi era convinto di avere un fenomeno in casa, ma si è dimenticato la differenza abissale che c'è tra guidare la Primavera o la prima squadra: per questo vorrei sentire il presidente incensare Brocchi ora che il Milan non ha capo né coda. La verità è che proprio Berlusconi e Galliani da tempo non indovinano più una mossa, sul mercato come nell'imbarazzante questione della vendita della società, che prima si fa con la cordata thailandese, poi con quella cinese, e infine non si fa più. Non sono comportamenti da grande squadra, eppure durano negli anni.

(a cura di Giorgio Carlini)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web