Il Tirreno

Livorno

Pisa, una prova grandiosa

di Antonio Scuglia
Pisa, una prova grandiosa

Battuta la Maceratese all'Arena Garibaldi davanti a oltre 9mila spettatori

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PISA. Pisa in semifinale: 3-1 alla Maceratese in una gara intensissima e vietata ai deboli di cuore. Crescenzi e Mannini portano avanti la squadra di Gattuso, Altobelli la spaventa ma Peralta rimette la vittoria in banca. Per capire quanto sia stata dura basti pensare che a fine gara i giocatori ospiti sono usciti dallo stadio fra gli applausi scroscianti non solo dei propri tifosi ma anche di quelli pisani.

Oltre novemila spettatori all'Arena, 4-3-3 a specchio gli schieramenti delle squadre: nel Pisa Varela e Mannini giocano in attacco con Eusepi centrale, Tabanelli fa la mezzala sinistra dietro Mannini (nella loro zona incrocia l'espertissimo ex nerazzurro D'Anna) con Di Tacchio regista. Fioretti è il centravanti avversario, con Kouko e Bonaiuto ai suoi lati.

L'iniziativa è subito nerazzurra (al 7' Imparato deve prendersi un giallo per fermare Mannini lanciatissimo) ma al 9' Bonaiuto spaventa il Pisa con una bellissima giocata dalla sinistra: il cross teso sotto porta vede Kouko tentare la girata acrobatica in anticipo sull'uscita di Bindi, ma la palla termina alta. Il Pisa trema davvero al 17': Fioretti, spostato sulla sinistra, finta il cross e spara invece in porta, la palla si schianta contro il primo palo! Il Pisa però reagisce subito e dopo un rigore chiesto invano (e ingiustamente) da Tabanelli uno spiovente di Varela mette molto in apprensione il portiere Forte che comunque si salva in angolo.

Mannini, ispiratissimo, spaventa due volte Forte. Le emozioni sono tante: sale la pressione, sale, sale. Si sente che qualcosa succederà. E al 38' succede: corner da sinistra di Mannini a rientrare, fuori dalla portata di Forte che non può uscire, a centro area c'è il corazziere Crescenzi che sorvola Faisca e incorna, è una schiacciata che non lascia scampo. Uno a zero e lo stadio esplode.

Stesse formazioni in campo a inizio ripresa, ma ora la Maceratese non può più giocare di rimessa e deve allungarsi, avanza Kouko sulla linea di Fioretti in un 4-2-4. Il Pisa è più compassato, la sua linea mediana è robusta. Kouko prova a spezzare l'inerzia al 5' con un destraccio molto alto dai 20 metri. I nerazzurri vogliono far passare i minuti e costringere gli avversari a esporsi. Ma gioca con troppa ansia qualche pallone in disimpegno. Al 15' una tegola: Bindi dopo un rinvio crolla a terra con un problema di crampi. Al 31’ dovrà far posto a Brunelli.

Bucchi vuole più rapidità in attacco: dentro il giovane Orlando per D'Anna, stremato e reduce da un infortunio. Ma arriva l'errore dei biancorossi atteso dal Pisa col suo gioco sornione: Verna accompagna un'azione d'attacco ed entra in area, dove Fissore sbaglia clamorosamente la copertura e lo butta giù. Calcio di rigore netto, dagli undici metri Daniele Mannini non perdona. Due a zero al 20', tutti in piedi sugli spalti.

Varela continua a caricare gli avversari di falli, a un certo punto anche troppo duri nonostante i cartellini: dentro Peralta, fuori l'uruguaiano al 25'.

Fra i biancorossi ecco Altobelli al posto di Fissore, in crisi e già ammonito. Poco dopo l'ultimo giro di valzer: doppio cambio in attacco con Cani nel Pisa al posti di Eusepi e Colombi fra i biancorossi al posto di Fioretti. E la partita si riapre subito perché su una punizione di Bonaiuto da sinistra, la palla spiove verso Altobelli che sorprende Brunelli di piede per il 2-1. C'è da soffrire eccome. Anche perché un minuto dopo Cani va via in contropiede solitario, arriva davanti a Forte e viene toccato mentre tira, la palla termina fuori e l'arbitro sembra indicare il rigore ma invece assegna la rimessa in gioco alla Maceratese. Ma non sarebbe giusto, no, per il Pisa rischiare davvero la beffa. E allora ci pensa il giaguaro Peralta, che va a rubare palla nel settore destro di attacco, entra in area, si libera con una finta e di sinistro trafigge Forte. E' una liberazione, l'Arena è un catino di gioia.

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