Il Tirreno

Livorno

organizzatA dall’associazione allenatorI (e aperta a tutti)

Una serata con Lucarelli e gli altri

Una serata con Lucarelli e gli altri

Lunedì un convegno sul calcio, ci saranno anche Doga, Balleri e Cannarsa

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. È un periodo magico e ricco di appuntamenti per l’Aiac, che sta festeggiando i 50 anni dalla nascita. Fondata nel 1966, l’Associazione italiana allenatori di calcio ha infatti tagliato questo storico traguardo, raggiunto con passione e sacrifici. In prima fila anche la sezione livornese, che domani sarà a Coverciano per la festa regionale. Un antipasto dell’appuntamento provinciale, in programma lunedì sera (inizio alle 20.45) all’ex Circoscrizione 1 (piazza Saragat, alle spalle del supermercato). “Un altro calcio è possibile, aiutaci a insegnarlo”, il titolo della serata, ovviamente aperta a tutti: tecnici abilitati e non, dirigenti, genitori, giocatori… Attesi anche alcuni pezzi della storia amaranto, da Cristiano Lucarelli a David Balleri, passando per Alessandro Doga e Juriy Cannarsa. «Sarà una sorta di dibattito – le parole di Pino Burroni, da anni al vertice della nostra Aiac – con al centro il rapporto tra il campo e la famiglia, tra la figura dell’allenatore e quella del genitore. E verrà proiettato anche un video-messaggio di Renzo Ulivieri (il presidente nazionale, ndc), nel quale parla sia della storia di questa associazione che del tema della serata». L’altra iniziativa lanciata dall’Aiac per il 50° anniversario riguarda il progetto Edu Giovani, sposato anche dalla sezione livornese. Burroni e il suo staff hanno così organizzato un corso di formazione di 8 ore (4 in campo e 4 in aula) per allenatori, aperto a tutti e completamente gratuito: l’idea è quella di coinvolgere anche i ragazzi delle scuole superiori, aprendo dunque questa strada anche alle nuove generazioni.

G.T.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore