Il Tirreno

Livorno

In ogni caso sarà un Livorno rivoluzionato

di Gianni Tacchi
In ogni caso sarà un Livorno rivoluzionato

Serie C o B Spinelli pensa già al futuro «Ripartiremo dai 5 giocatori di proprietà»

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LIVORNO. Al di là di un destino ormai segnato, c’è una certezza nel futuro amaranto. Ed è la rivoluzione. Sicuramente nella rosa, mentre a livello societario – stavolta – Aldo Spinelli ha stoppato il solito ritornello sulla stanchezza, sulla voglia di mollare, sul «belin, non ne posso più». Forse uno scatto d’orgoglio, perché lasciare con il Livorno in Serie C (sì, a settembre la Lega Pro dovrebbe tornare a chiamarsi così) sarebbe un fallimento incredibile. La rivoluzione sarà quindi nel parco giocatori, uno stravolgimento necessario e forzato dalle varie situazioni contrattuali, visto che quasi tutti sono in prestito o in scadenza. Questo è anche uno dei tanti motivi che hanno portato il Livorno verso la retrocessione, perché l’attaccamento alla maglia non si costruisce così. E quest’anno ha toccato livelli minimi, come dimostrato non solo dalla scarsa cattiveria in campo, ma anche da certi comportamenti fuori. Cose che hanno fatto perdere la pazienza ai tifosi, anche se il vero responsabile resta il presidente, il quale ha ammesso di aver fatto troppi errori nel corso di questa maledetta stagione.

5 SOTTO CONTRATTO. «Faremo la squadra con i giocatori di proprietà e ripartiremo», ha annunciato proprio Spinelli in settimana. Il problema è che, guardando i 28 nella rosa di quest’anno, soltanto 5 hanno un contratto oltre il 30 giugno: Federico Ceccherini (scadenza 2018), Andrea Gasbarro (2020), Lorenzo Gonnelli (2019), Alessandro Lambrughi (2017) e Marco Moscati (2019), praticamente i livornesi e un simbolo della storia recente. Poi ci sono ben 16 prestiti: Pinsoglio (Juventus), Ricci (Empoli), Vergara (Milan), Antonini (Ascoli), Regoli (Latina), Schiavone (Juventus), Schetino (Fiorentina), Cazzola (Atalanta), Palazzi (Inter), Valoti (Verona), Vajushi (Chievo), Aramu (Torino), Fedato (Sampdoria), Baez (Fiorentina), Bunino (Juventus) e Comi (Milan).

E infine 7 giocatori in scadenza: Emerson, Borghese, Luci, Biagianti, Rafati, Jelenic e Vantaggiato. Sì, pure alcune bandiere amaranto hanno un punto interrogativo nel futuro. E questo spaventa tutti, perché è difficile immaginare un Livorno privo di due colonne come Luci ed Emerson, giusto per fare un paio di esempi. Senza dimenticare che i giovani sotto contratto, da Ceccherini a Gasbarro, avranno richieste importanti almeno dalla Serie B. Insomma, l’80% della rosa della prossima stagione sarà formato da volti nuovi. E tutto questo a prescindere dalla categoria.

3 PRESTITI, MA... Spinelli non si è fermato qui e ha allargato il suo discorso: «Abbiamo anche 5-6 giocatori in prestito, ragazzi che abbiamo piazzato altrove e che potrebbero essere utili». In realtà il Livorno ha solo 3 calciatori di proprietà in giro: Dell’Agnello (Savona), Maicon (Sport Recife) e Favilli (Juventus Primavera, per lui anche una presenza in Serie A, un minuto a Frosinone), mentre i vari Regno, Molinelli e Bigazzi non fanno più parte della famiglia amaranto. Dell'Agnello, comunque, ha un contratto fino al 2019, quest’anno ha segnato 3 reti in Lega Pro e a luglio potrebbe rientrare. Maicon e Favilli, invece, verranno quasi sicuramente riscattati a cifre molto importanti. Ecco, basterebbe reinvestire queste entrate per costruire una big in Lega Pro o avere basi solide in Serie B. Già, perché la retrocessione non è ancora una certezza, ma la rivoluzione sì. E non c’è bisogno di aspettare la matematica.

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