Gioco
Spinelli indignato «I punti al Lanciano falsano la serie B»
Il patron della società spara a zero sulla decisione «Così è stato premiato chi fa il furbo con i conti all’aria»
LIVORNO. Succede solo in Italia. Succede solo in serie B. Sembra una favola dove però a vincere non sono i buoni. No: qui il lieto fine non è previsto anche perché a spuntarla sono i furbi.
Trama: c'è una società – la Virtus Lanciano – sull'orlo del crac finanziario che non paga l'Irpef e nemmeno i contributi Inps ai suoi tesserati. Come da regolamento, a più riprese scatta la penalizzazione.
L'ultima, di 5 punti le è stata comminata dal Tribunale Federale il 20 aprile scorso, salvo poi essere ridotta a due l'altro ieri dalla Caf.
Vecchie questioni di carte bollate. Negli anni ne abbiamo viste di tutti i colori. Sentenza, ricorso, suo parziale accoglimento. Niente di nuovo sotto il sole. Questa volta però c'è un'aggravante.
La vergogna è che tutto questo si sia verificato a poche giornate dal termine del campionato con la squadra abruzzese impegnata nella corsa alla salvezza.
Lo sconto arriva addirittura a due sole giornate dalla fine della stagione regolare. A dire il vero noi abbiamo visto anche di peggio: ricordate? Anno 1998. A campionato finito al Livorno, arrivato secondo, fu tolta la vittoria a tavolino con il Siena ottenuta in prima istanza per l'aggressione dei giocatori amaranto da parte di alcuni tifosi bianconeri.
Morale: lo squadrone di Stringara scese, a bocce ferme, dalla seconda alla terza poltrona con le conseguenza che tutti ricordiamo.
Nello spareggio di Perugia con la Cremonese gli amaranto giocarono con un solo risultato a disposizione anziché con due su tre. Oggi quello che percepiamo come scandalo si ripete. E poco importa se il Livorno si trovi in una posizione di classifica pressoché irrimediabile e per propri demeriti.
Nessun alibi, insomma, ma l'ennesima conferma che il calcio italiano versa in condizioni gravissime. Altro che questione morale.
Rabbia Spinelli. Sull'argomento è intervenuto anche il presidente. A dire il vero il termine rabbia non è neanche del tutto corretto. Quella di Spinelli, che ha parlato con voce calma, è vera e propria indignazione.
«Quello che è successo è assurdo. Non è possibile falsare in questo modo la corsa alla salvezza. Noi in teoria potevamo ancora essere in corsa, ma in questo modo diventa tutto molto più complicato. In venti giorni gli organi giudicanti hanno preso decisioni quasi opposte».
Parte lesa. Il tre punti regalati al Lanciano fanno tornare i rossoneri a quota 42 e ora sono davvero in tanti a tremare.
«Noi ci faremo sentire nelle sedi opportune – ha dichiarato il presidente – ma non siamo solo. Anzi. Siamo in ottima compagnia».
È facile immaginare che anche le altre società invischiate nelle sabbie mobili della bassa classifica, non siano felici.
«Proprio così. Salernitana, Modena, Pro Vercelli e Ascoli sono sulla nostra stessa linea. Anzi. Vi dirò di più. Anche la Lega di Serie B è sul punto di prendere posizione in quanto parte lesa. Questa decisione della Caf, infatti oltre a falsare il campionato, ne mina anche la credibilità». Ma ormai la decisione è presa .
I furbetti. C'è un aspetto sul quale il presidente non riesce proprio a transigere. Lo ha illustrato in poche parole.
«In questo modo si è avallato il comportamento scorretto di chi non ha i conti a posto. In sostanza noi che paghiamo regolarmente i tesserati e ne versiamo i contributi, noi che abbiamo i bilanci sani e in ordine siamo gli scemi del villaggio. E questo è inaccettabile».
Difficile dargli torto, almeno in questo.
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