Gioco
La CGF non si arrende E ora un anno in 40 minuti
SerieB. Sfida infinita contro Bottegone, la vittoria di domenica ha regalato il 2-2 Giovedì gara-5 a Monsummano. «Dobbiamo giocarcela senza pressione»
LIVORNO. Sul -9 (40-49) - e sotto 2-1 nella serie - chiunque avrebbe gettato la spugna; le triple di Fiorito - una dopo l'altra - somigliavano a delle pugnalate mortali, una specie di esecuzione. Sul patibolo una CFG Livorno in difficoltà, orfana di Ravazzani (primo ultras a bordo campo...), ma capace di prosciugare il serbatoio dell'orgoglio e ribaltare l'inerzia (e punteggio) rimandando qualsiasi verdetto a gara-5 (giovedì 12 maggio, palla a due ore 21.15 al PalaCarrara).
«Bravi loro a sfruttare l'attimo di blackout - confessa coach Quilici - ma altrettanto bravi noi a rintuzzare subito lo svantaggio e riprendere fiducia con l'arresto e tiro di Banchi e l'energia in difesa di Giampaoli e Mazzantini; rispetto a gara-3 siamo riusciti ad uscirne in fretta e con intelligenza, alimentando autostima e fiducia per il rush finale».
E ora la pressione si sposterà tutta sulla Valentina's di coach Russo, nuovamente in possesso del fattore campo: «Chi perde, retrocede. Basta e avanza per capire quanta pressione ci sarà sul parquet; domenica sera, nello spogliatoio, ai ragazzi ho detto del privilegio che hanno nel giocare questo tipo di partite; dipenderà molto dalla risposta emotiva alla pressione, e da parte nostra dovremo viverla bene e serenamente come in gara-1».
Marco Perin - a nostro avviso - è stato l'mvp di gara-4 (11 punti, di cui 5 decisivi nel caotico finale...) e l'unico in grado di battere sempre l'uomo nell'1 vs. 1. Uno che sul parquet, falli permettendo, dovrebbe starci 40 minuti: «Marco è un giocatore che vive di momenti, il suo problema (ma problema non è la parola adatta, ndr) è la continuità. Fisico e testa vanno di pari passo, e obbiettivamente non può andare sempre a mille all'ora. Certo che quando lo fa è una guardia almeno da categoria superiore; i falli, per assurdo, lo hanno aiutato a gestire lucidità e qualità».
Voto altissimo anche alla prestazione dei "lunghi": Artioli autore di 14 punti (ultimo quarto da 10 in marcatura su Toppo...) e Bruno (8), granitico fino al duro colpo ricevuto sul finire di terzo quarto che lo ha costretto a guardare dalla panchina gli ultimi 10 minuti: «Niente di grave per Lorenzo - conclude Quilici - mentre Giorgio si è reso protagonista di una serata al top: ottima la difesa su Toppo e in attacco, contro zona, non ha dato punti di riferimento realizzando anche due triple».
SCENARI FUTURI. La testa – naturalmente – è a gara-5. Nessuno pensa al domani, ma per noi addetti ai lavori guardare avanti è un obbligo. E se la CFG Livorno non uscirà con le braccia alzate dal PalaCarrara, la massima espressione della pallacanestro labronica retrocederà in Serie C Gold, la categoria che hanno conquistato sul campo Libertas Liburnia e Pielle un paio di settimane fa.
In caso di successo – invece – la Pall. Don Bosco conserverebbe il diritto di giocare in Serie B, patrimonio non solo del club di via Allende bensì dell’intera città. Ne sapremo di più venerdì mattina, ma a quel punto un’eventuale balzo all’indietro andrebbe analizzato sotto molteplici aspetti. Il primo, senza dubbio la crisi economica che da anni ormai tieni in ostaggio lo sport e che ciclicamente condanna numerose società o al fallimento, o alla mancata iscrizione al campionato. Non è il caso della Pall. Don Bosco che al punto – ipotizziamo noi – potrebbe inoltrare richiesta di ripescaggio.
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