Gioco
Milan alla cantonese Berlusconi tratta con la cordata cinese
Possibili occhi a mandorla anche per i cugini interisti corteggiati dal Suning Commerce Group di Nanchino
MILANO. La pista cinese resta ancora caldissima per definire il futuro del Milan. Nonostante le dichiarazioni di ieri del presidente Silvio Berlusconi, secondo cui sarebbe preferibile un compratore italiano, in realtà l’ex premier la prossima settimana dovrebbe aprire una serie di colloqui con un gruppo di investitori cinesi interessati ad acquistare il club, uno dei suoi beni più cari. Lo ha riferito una fonte qualificata all’agenzia Reuters, secondo cui «è molto probabile che un accordo sarà raggiunto la prossima settimana e che porterà alla conclusione dell’affare nel prossimo mese».
Il consorzio di investitori cinesi avrebbe stimato il Milan circa 700 milioni di euro, compresi i debiti, ha rivelato un’altra fonte la settimana scorsa. Il club rossonero ha chiuso con 188.5 milioni di euro di debiti a fine 2015, con una perdita netta di 89.3 milioni di euro. Gli investitori cinesi potrebbero acquisire una parte delle quote societarie, mentre una cessione dell’intero pacchetto è ancora tutt’altro che certo.
Berlusconi viene descritto come indeciso sull’operazione, con vari dubbi fra cui anche l’idea di lasciare il controllo della sua creatura calcistica «a 7-8 soggetti», quanti potrebbero comporre la cordata rappresentata dal mediatore italoamericano Sal Galatioto.
Qui Inter. «Il fatto che sia arrivata una delegazione di un Paese come la Cina e, soprattutto un gruppo molto forte e serio, per noi è un onore. C’è una trattativa che sta andando avanti. Io credo che tutto quello che si farà sarà in funzione di migliorare sempre la società. Non si farà niente che la possa danneggiare». Lo ha detto il vicepresidente dell’Inter, Javier Zanetti, con riferimento al Suning Commerce Group, colosso di Nanchino degli elettrodomestici interessato a una quota di minoranza della società nerazzurra. «Moratti farà sempre parte della nostra famiglia. Massimo ha fatto un grandissimo sforzo. I tempi sono cambiati. Ora Moratti e Thohir lavorano insieme. Magari ci sono altre possibilità che possono arrivare. Tutto quello che si farà lo si farà per migliorare questa società, perché sia sempre più grande».
«Il Suning? Sono i rappresentanti di un grande gruppo cinese, può darsi ci sia un interessamento, io questo non lo so. Se si farà l’affare, lo si farà per il bene dell’Inter, che deve tornare in Champions», così il tecnico Roberto Mancini, che ha spiegato di avere un ottimo rapporto con i dirigenti e di non avere problemi con la lontananza di Thohir.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
