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Iannone e Dovizioso mettono sott’accusa le gomme Michelin

Iannone e Dovizioso mettono sott’accusa le gomme Michelin

Prosegue anche in Francia il momento no della Ducati, che ha chiuso il weekend sul circuito di Le Mans con entrambi i piloti finiti per terra: Iannone al 7° giro quando era secondo e sembrava in...

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Prosegue anche in Francia il momento no della Ducati, che ha chiuso il weekend sul circuito di Le Mans con entrambi i piloti finiti per terra: Iannone al 7° giro quando era secondo e sembrava in grado di insidiare la leadership di Lorenzo, e Dovizioso al 16°, quando era terzo, dopo un avvio da grandi protagonisti. Altre due “x” in classifica, con la sensazione che sulla casa di Borgo Panigale gravi una cappa di eccessiva pressione per la lotta intestina fra i due piloti, legata alla permanenza in rosso nel 2017 al fianco dell’ingombrante neo acquisto Lorenzo.

Iannone però non parla di pressione, ma delle difficoltà di gestire il limite. «È la situazione generale a essere difficile, da spiegare più ancora che da accettare - ha detto a fine gara il pilota abruzzese - Ma è un peccato perché abbiamo la potenzialità per essere competitivi fin dalla prima gara, e lo abbiamo dimostrato, io sono sempre lì con i top rider, abbiamo una buona velocità, ma dobbiamo ancora migliorare alcuni aspetti per non finire la gare in questo modo. Problema di gomme? Io in quel giro non stavo spingendo più dei giri precedenti, avevo meno freno, meno angolo e meno velocità, ma lo sterzo si è chiuso. Il problema è che nessuno ha sotto controllo la situazione, non capisci se hai margine, sei al limite o altro e proprio quando spingi meno rischi di scivolare. Quanti ne sono caduti oggi lì davanti? Non stavo esagerando, recuperavo su Lorenzo in percorrenza e accelerazione, ma non stavo spingendo più del giro precedente. E sono caduto...».

Molto deluso anche il compagno di squadra Andrea Dovizioso, che ha vistio sfumare un’altra buona opportunità per salire sul podio. «Dobbiamo essere più veloci, ma con più fluidità. Forse è questione di gomme o di come le facciamo lavorare, forse ci serve più dolcezza e meno irruenza. Quando sono caduto stavo faticando, ma Rossi non ne aveva molto di più e ho provato a stargli attaccato. Lì dove sono scivolato c’era una buca, ma il punto è che la Michelin quando ti lascia ti lascia in modo secco e, purtroppo, quando te ne accorgi è tardi. Bastano due gradi in più di inclinazione e sei spacciato».

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di Redazione web