Il Tirreno

Livorno

E la Viola si accontentò

Lo scialbo 0-0 con il Palermo regala il quinto posto matematico

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FIRENZE. Missione compiuta per la Fiorentina, quasi per il Palermo. Dunque tutto è bene quel che finisce...0-0 al Franchi in una domenica in cui le emozioni sono arrivate più dagli spalti che dal campo, più alla fine che durante i 90 minuti di gioco.

L'ennesima partita senza vittoria (i viola nelle ultime undici ne hanno conquistata una sola) coincide per la squadra di Sousa con la certezza del quinto posto seppur tra qualche fischio e una contestazione comunque blanda. Senza poi dimenticare che dovrà attendere l'esito della finale di Coppa Italia fra Juventus e Milan per sapere se riuscirà ad evitare la trappola dei preliminari. Intanto però bastava un punto per mettere sotto chiave l'obiettivo e il punto è arrivato al termine di una gara francamente brutta, con pochissime occasioni e quelle poche tutte griffate Fiorentina (un palo di Kalinic a inizio ripresa, qualche tentativo di Zarate, una punizione battuta dal neo entrato Mati Fernandez). Il Palermo in area avversaria non è mai pervenuto, basti pensare che Tatarusanu non ha fatto un intervento che fosse uno, neppure quelli di normale amministrazione. Ma la formazione siciliana voleva tornare imbattuta da Firenze, specie dopo aver appreso della sconfitta contro la Lazio del Carpi, sorpassato in classifica dallo stesso Palermo che domenica sul proprio campo affronterà il Verona già retrocesso. Come detto la Fiorentina invece il suo obiettivo lo ha già messo in cassaforte. Obiettivo minimo considerando che nel girone d'andata aveva entusiasmato tanto da conquistare per alcune settimane anche il primo posto e stare a lungo in zona Champions. La forte flessione accusata nella seconda parte della stagione l'ha poi allontanata dal vertice anche se, come ha detto Sousa, entrare in Europa resta un traguardo importante, centrato per il quarto anno di fila dalla squadra. Ma Firenze aveva sognato stavolta in grande e non è un caso che abbia voluto omaggiare insieme alla stessa società il 60.esimo anniversario del primo scudetto con una maxi coreografia a inizio gara in curva Fiesole e la presenza di qualche campione di quel trionfo storico in tribuna. Così prima del match in curva Fiesole sono stati esposti due striscioni polemici: «Imparate dal nostro progetto, amore incondizionato e per la storia rispetto», poi «Se ti manca la passione trasmetti solo delusione». Quindi alla fine non è mancato qualche fischio e soprattutto non sono mancati i cori per invitare i Della Valle a investire di più. «Per vincere bisogna spendere, per vincere bisogna spendere» hanno intonato gli ultrà aggiungendo «Meritiamo di più».

Il patron Andrea Della Valle non li ha sentiti avendo lasciato lo stadio un quarto d'ora prima del termine per impegni di lavoro all'estero, e con lui anche il presidente esecutivo Cognigni, colui che Sousa ha definito il referente per pianificare il futuro da questa settimana. Di lavoro da fare ce n'è molto e non tutti i dubbi si sono dissolti attorno a questa Fiorentina, lo stesso tecnico invoca rinforzi, Pradè attende di sapere se gli sarà rinnovato il contratto, cosa che intanto non è accaduta a Pasqual ieri in campo per l'ultima in viola dopo 11 anni: alla fine l'hanno sommerso di applausi e lui si è commosso anche perché avrebbe voluto chiudere qui la carriera. Non gli è stato possibile, come pure vincere almeno un trofeo. Un grande vuoto che il popolo viola spera di colmare presto.

Brunella Ciullini

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