Il Tirreno

Livorno

Azzurre del volley pronte per Tokyo

di Eva Bertolacci ; di Eva Bertolacci
Azzurre del volley pronte per Tokyo

La lucchese Centoni tra le convocate al torneo di qualificazione olimpica: «Un bel mix di gioventù ed esperienza»

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di Eva Bertolacci

Si è appena sfilata la casacca giallorossa del Galatasaray ed è già tempo di indossare quella azzurra. Nadia Centoni dopo un breve raduno al Centro Pavesi di Milano è arrivata da poco a Tokyo dove dal 14 al 22 maggio disputerà con la nazionale il torneo di qualificazione olimpica che mette in palio il pass per Rio. La fine della stagione con le turche del Galatasaray non è andata benissimo, visto il quarto posto in campionato e la sconfitta in finale di Coppa Cev contro le russe della Dinamo Krasnodar. La schiacciatrice lucchese si è comunque confermata fra le migliori d'Europa convincendo Bonitta a chiamarla nuovamente in nazionale.

«Un po’ di delusione c’è perché nella finale di Coppa Cev abbiamo vinto in casa per 3-2 di fronte al nostro pubblico ed è stato bellissimo, lì ho fatto pure tenta punti. Sapevamo che il ritorno sarebbe stato tosto e infatti abbiamo perso 3-0. Un po’ di rammarico c'è però il nostro obiettivo era arrivare in finale e io ho fatto la mia parte. L’unica nota positiva è che l'anno prossimo possiamo disputare nuovamente la Coppa Cev: siamo arrivate tra le prime quattro in campionato ed era nei nostri piani anche quello». Si può dire che l’azzurro sia di moda in Turchia: nel maschile l'Halkbank Ankara di Lorenzo Bernardi e Dragan Travica ha vinto il campionato, nel femminile Istanbul trabocca di campioni di casa nostra: il titolo è andato al Vakibank di Giovanni Guidetti, mentre il Fenerbahce di Marcello Abbondanza e Lucia Bosetti è arrivato secondo. Terzo posto per l'Eczacibasi di Giovanni Caprara, proprio prima del Galatasaray di Nadia. «Già da tanti anni le squadre turche investono molto per allestire le rose - spiega Nadia - il sogno di ogni atleta è andare a giocare lì, puoi conquistarti la maglia della nazionale. Mi piace stare qui, è il secondo anno e potrei giocarci un altro anno». Qualche inconveniente per l’ordine pubblico c’è, visti gli ultimi attentati che hanno colpito anche Istanbul: «Io vivo nella parte asiatica della città che è più tranquilla, è la parte turistica che ha più obiettivi sensibili, come i consolati e nell’ultimo anno in effetti si respirava un po’ più di paura, mentre nel mio primo anno qui niente di tutto ciò». Dopo sette anni a Cannes l’esperienza turca ha regalato la consacrazione all’opposta originaria di Barga, da lì il soprannome di "bomber con la valigia" che la accompagna e che l'ha portata nel paese del Sol Levante per giocarsi la qualificazione olimpica.

Tornando al capitolo nazionale, Bonitta ha puntato nuovamente sul mix di giovani e più esperte, qual è la logica di questa scelta? «Ci sono tante giovani di valore, Bonitta ha voluto affiancare a loro alcune giocatrici più esperte come me, la Piccinini, la Del Core per dare un imprinting alla squadra, creare affiatamento. In questo senso ci sono abituata perché al Galatasaray sono la più grande, le altre giocatrici sono tutte più giovani di me». A quasi trentacinque anni non è ancora arrivato il momento di smettere, ma non chiedetele del futuro. «Sono scaramantica, mi piace ragionare per piccoli passi, non penso all'anno prossimo ma solo a fare bene a Tokyo perché ci siamo conquistate la possibilità di giocare questo torneo grazie al terzo posto di Ankara a gennaio. Il morale del gruppo è alto e puntiamo a fare il massimo». Quali saranno le avversarie in Giappone? «La prima partita sarà contro la Corea, poi affronteremo la Thailandia e la Repubblica Dominicana: se riusciamo a vincerle un bel pezzo di biglietto per Rio è fatto. Poi c'è l'Olanda che è molto forte e il Giappone ma a quel punto le cose potrebbero essere già fatte».

Noi contiamo di vederla dare il massimo in campo, con la valigia pronta per l'avventura in Brasile.

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