Lutto
Se la storia vive dentro un libro
Presentato “Romanzo a spicchi” di Cirinei, realtà e fantasia fuse con originalità
LIVORNO. Si chiama "Romanzo a spicchi" il bel libro scritto da Alessandro Cirinei in collaborazione con Massimo Gatto, il figlio dell'indimenticabile Silvio, e presentato sere fa nella club house della cooperativa Tennis Banditella in una piacevole serata perfettamente organizzata dal direttore Massimo Ciantelli.
Un libro nato dalla passione dell'autore ma che tutto è meno che un annuario o un elenco di cifre e racconti di partite. Qua realtà e fantasia si fondono senza dare fastidio: è inventato, ad esempio, l'io narrante, sono tutte vere le interviste ai protagonisti del basket livornese di ieri e dell'ieri l'altro. E tanti di quei personaggi c'erano fisicamente alla presentazione della fatica di Cirinei, magistralmente condotta da Fabrizio Pucci con il consueto brio misto a sentimento senza retorica.
L'applauso più lungo se l'è preso, meritatamente, l'ultraottantenne Stelio Posar, icona del nostro basket del dopoguerra, quello che cominciò con le pallonesse nei campi all'aperto e poi vide il primo impianto coperto, per regolamento federale, ricavato in una fabbrica dismessa usata dagli americani per scopi più macabri, il mitico "Pallini". Ma ha fatto piacere rivedere tante facce del basket di casa nostra, gente che magari incontri solo, tutta riunita, quando c'è da andare a salutare qualcuno che se n'è andato, troppo presto come Luciano De Maio e Renzo Marmugi o per legge di natura, come Sandro Lomi, Gilberto Boris, Umberto Foresi, Dedo Damiani. Per tutti loro c'è stato un ricordo e un applauso così come per i tanti allenatori, giocatori, dirigenti presenti: un Chirico ancora in ottima forma, che si ritirò a soli due punti dai 2.000 segnati in serie A («Perchè non lo sapevo...» ha confessato lui stesso), Garibaldi, Bombardini, Raffaele, Cianfrini, Vortici, Filoni, Aspidi, Scocchera, Nello D'Alesio seduto accanto al suo antico capitano Massimo Giusti, Anfrea Forti, Matteo Lanza e tanti, tantissimi altri che sarebbe impossibile ora mettere tutti in fila.
Li troverete tutti, insieme a tanti bei ricordi, nel libro che, come si legge nella prefazione di Fabrizio Pucci (anche questa un piccolo gioiello) non è un'operazione nostalgia (anche se non può non riaffiorarne un po', specie nel leggere certe pagine relative agli anni '80) ma più semplicemente il racconto "della lunga storia di un amore infinito", quello di Alessandro Cirinei per il basket, che lui proietta sul personaggio inventato ma nel quale non si può non intravedere qualcosa di autobiografico. Che poi è quello stesso amore che tutti noi, ognuno nel diverso suo ruolo, proviamo.
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