Il Tirreno

Livorno

«Grande reazione, il punto servirà...»

di Alessandro Bernini

Mister Gelain: abbiamo mantenuto lucidità. Emerson, Luci e Antonini? Volevo far giocare la squadra come il mitico Ajax

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INVIATO A CAGLIARI. Ci aspettavamo tutto, fuorchè che quelli del Cagliari rosicassero contro il Livorno. E invece succede anche questo. In sala stampa addirittura c’è chi prende di mira Gelain. «Lei cosa dice di quell’espulsione allucinante di Munari? Il giocatore del Livorno si è buttato? Non l’ha visto?». Gelain fa il signore: «Guardi, io ai miei giocatori dico sempre di non protestare per due ragioni: 1) l’arbitro tanto non torna mai indietro, 2) si perdono talmente tante energie che poi mancano per giocare. Non provi a parlare di arbitri con me perché ha trovato la persona sbagliata». Via, e questo è andato.

Ora si può parlare di cose serie, di una partita che il Livorno ha riacciuffato per i capelli quando sembrava ormai persa. «C’è stata una grande reazione dei ragazzi. Lo schiaffo dell’1-0 ci è sembrato un’ingiustizia, figuriamoci il 2-0. E così abbiamo tirato fuori il carattere mantenendo anche quella lucidità che invece era mancata a Salerno».

Partiamo dall’inizio. Un tiro, un gol preso. Tanto per cambiare.

«Hai ragione. Su quel gol c’è stato al solito una nostra leggerezza, e loro ci hanno puniti. In generale comunque la prima mezzora del Livorno non mi era piaciuta granchè, molto meglio quando siamo andati in svantaggio».

Dopo il 2-0 sembrava tutto finito.

«Bisognava trovare subito il guizzo ed è arrivato grazie al rigore conquistato da Schiavone, un ragazzo che ha giocato davvero una bella partita».

Poi, sul 2-2, la squadra ha come avuto paura. Colpa delle tante ferite del passato che ci hanno messo la paura addosso?

«Sì, penso proprio di sì. Dico la verità, sul 2-2 ho anche pensato che potevamo fare l’impresa. Loro in 10 soffrivano. Invece ci siamo un po’ disuniti, il Cagliari ha preso fiducia e quel punto abbiamo rischiato noi. Concordo sul fatto che in quegli attimi è affiorata la paura per i tanti punti persi negli ultimi minuti delle partite».

La scelta di lasciare fuori Emerson, Luci e Antonini?

«Ogni partita fa storia a se. Io le preparo scegliendo i giocatori che secondo me in quel contesto mi possono dare di più. Ho scelto un 3-5-1-1 che definirei meglio 3-3-3-1, un po’ come giocava il mitico Ajax se mi consentite il paragone. E credo che tatticamente la scelta si sia stata giusta».

Cosa cambia dopo questo punto?

«Dovevamo crederci anche perdendo a Cagliari. Adesso abbiamo messo dentro di noi un po’ di fiducia ed entusiasmo che ci servirà per affrontare ancora meglio le ultime tre partite. Io ci credo, sono convinto che il mio Livorno abbia tutte le carte in regola per conquistare la salvezza. E chissà che questo punticino non si possa rivelare decisivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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