Gioco
A Cagliari festicciola amaranto
Sotto di due gol il Livorno strappa un punto al Sant’Elia e tiene aperto il discorso salvezza
INVIATO A CAGLIARI. Una partita in tre flash. Tutta la panchina che entra in campo per abbracciare Biagianti dopo il gol del 2-2, i pugni stretti al cielo di Lambrughi al fischio finale, gli applausi dei 50 tifosi arrivati a Cagliari e rimasti sotto il diluvio a incitare gli amaranto. C’è vita sul pianeta Livorno.
ALLA FESTA DEL CAGLIARI. Quasi incredibile. Abbiamo perso punti allucinanti contro avversari imbarazzanti, siamo venuti a prendere un punto contro il Cagliari che si giocava la serie A davanti a uno stadio stracolmo. Non solo. Al 20’ del secondo tempo stavamo 2-0 per loro, sembrava ci fosse solo da aspettare i titoli di coda. E invece...
DUE CALCOLI. Prima di parlare della partita, guardiamoci negli occhi. Cosa succede ora? Si può ancora salvare il Livorno dopo questo punto di Cagliari?
Noi diciamo sì. Anzi, diciamo di più. Il Livorno è forse addirittura padrone del proprio destino. Restano 3 partite, servono 9 punti e su questo non ci piove: con 9 punti il Livorno arriva a 46 punti e siamo quasi sicuri che almeno tre squadre non possono arrivare a questa quota.
Direte voi: si, ma bisogna vincerle queste tre partite. Tutto vero. Però il Perugia sembra fuori dai playoff, l’Ascoli è ormai praticamente salvo e poi l’ultima giornata c’è il Lanciano. Non ci interessa sapere come, ma questi 9 punti il Livorno può farli, deve farli.
CHE REAZIONE. Anche perché finalmente a Cagliari si è vista una squadra che prende uno schiaffo (anzi, due...) e si rialza, dunque pronta a combattere. Chiaro che l’espulsione di Munari a inizio ripresa (eravamo sull’1-0) ci ha semplificato le cose, ma anche a Salerno eravamo in 11 contro 10 eppure siamo rimasti ai margini della partita, senza mai dare la sensazione di poter recuperare.
Forse, nel finale, con un quarto d’ora da giocare e il risultato sul 2-2, c’eravamo anche illusi di un ultimo assalto. In realtà il Livorno all’inizio ci ha provato, poi ha preso un paio di contropiedi e ha tremato. E’ venuta fuori la paura, l’angoscia, il terrore di perdere un’altra partita sul filo di lana. Le ferite del passato ti lasciano dei segni sulla palle. Meglio prenderci il punto.
LE SCELTE DI GELAIN. Stavolta Gelain ha puntato sul 3-5-1-1 con scelte anche ruvide: fuori un po' tutti i "vecchi", da Emerson a Luci fino ad Antonini, con Comi (che forse avrebbe giocato al posto di Vantaggiato) in tribuna per un problema muscolare.
Tatticamente ha azzeccato le mosse. Anche perché il Cagliari ha avuto talmente paura che si è messo 3-5-2 quasi a specchio con il Livorno, tradendo il 4-3-1-2 sul quale aveva sempre puntato. Non ha funzionato l’esperimento Valoti dietro alla punta (troppo avulso), ottimo Lambrughi centrale, discreto anche Vajushi largo a fare la doppia fase, giusti i cambi che però non hanno portato in dote granchè visto che Aramu e Fedato sono rimasti ai margini.
LA PARTITA. Cosa non cambia mai, è il fatto che il Livorno prende sempre gol alla prima occasione concessa. Come stavolta: prima azione pericolosa del Cagliari al 26’, palo di Deiola e sulla ribattuta gol di Giannetti. Sembrava davvero un film già visto e ormai venuto a noia.
Quando a inizio ripresa Munari si è fatto cacciare per una entrataccia su Schiavone, il Livorno ha iniziato a pressare e chiudere il Cagliari nella propria metàcampo. Ma, improvviso, proprio nel momento di maggior pressione, è arrivato l’errore di Moscati e il rigore per il Cagliari: 2-0 al 20’ e buonanotte suonatori.
Almeno così sembrava. Perché invece il Livorno ha trovato la forza di battere i pugni sul tavolo e ribellarsi al destino. Il solito Schiavone (sempre più decisivo) si è conquistato il calcio di rigore al 23’ che Vantaggiato ha sbagliato, mettendo comunque dentro sulla ribattuta di Storari. E poi 3’ dopo è arrivato anche il pareggio, con cross di Vajushi e splendido colpo di testa di Biagianti arrivato come un treno sul secondo palo.
Del resto vi abbiamo già detto. Va bene così, teniamo questo 2-2. E ora andate a conquistare questi 9 punti. Non un passo indietro.
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