Sicurezza
parla SPINELLI
LIVORNO. Avanti un altro. Fuori Colomba, dentro Gelain. A mente fredda Aldo Spinelli spiega i motivi del quarto cambio di allenatore. Anzi. Va oltre. Rivendica la partenità della decisione, stavolta...
LIVORNO. Avanti un altro. Fuori Colomba, dentro Gelain. A mente fredda Aldo Spinelli spiega i motivi del quarto cambio di allenatore. Anzi. Va oltre. Rivendica la partenità della decisione, stavolta arrivata senza l'aiuto di consiglieri: «Stimo Colomba - dice - ma con lui abbiamo fatto zero su quattro e la situazione era insostenibile».
La squadra, però è parsa viva, o no?
«Questo è vero, ma abbiamo perso tre volte per gol presi oltre il 90': una roba mai vista prima. La sconfitta di Novara è stata assurda. Dopo il pareggio ci siamo accontentati. La squadra si è tirata indietro e dai dai dai, li altri ci hanno fatto il golletto. Siamo pure sfigati, ma certe volte la fortuna dobbiamo procurarcela. E dire che Colomba aveva anche i indovinato i cambi. Ma sa, anche per quello mi sono dovuto far sentire».
Ma invece di tutti questi allenatori non era meglio prendere due o tre giocatori veri?
«La squadra c'è. È un anno sfortunato. Questo cambio l'ho deciso io in autonomia. Me ne assumo completamente la responsabilità».
Già, perché gli altri le furono suggeriti...
«Sì. Per la prima sostituzione di Panucci avevo preso accordi con Antonio Filippini. Poi spuntò Moggi con il nome di Mutti, professionista serio e gran brava persona, ma che ci portò solo tre punti».
E al posto di Colomba chi avrebbe preso?
«Avevo già contattato Gelain, ma Ceravolo mi consigliò Colomba, un altro gran signore. Anche con lui, però risultati zero».
Ha sconfessato la scelta di Ceravolo. Significa che anche la posizione del ds è in bilico?
«No. Il direttore ha il contratto fino al 30 giugno 2017 e intendiamo onorarlo».
Anche in caso di retrocessione?
«Non voglio sentire quella parola. Nella mia carriera non sono mai finito in C e non intendo lasciare Livorno con quest'onta».
Lasciare Livorno? Allora in caso di Lega Pro vende la società?
«Niente affatto. E comunque ripeto: secondo me non retrocediamo. Ora mi rimetto in pista con coraggio. Tanto per iniziare ci salveremo. Poi abbiamo già per le mani giovani bravi per il prossimo campionato».
Presidente, la situazione è disperata. Come fa ad essere così convinto di non andare il Lega Pro?
«Vedrete che già dalla partita con il Latina sarà tutta un'altra musica. Ricordate il debutto di Gelain? Fu una vittoria sul campo del Carpi che poi andò in serie A».
Ha fissato un premio salvezza?
«Ma stiamo scherzando? Se non restiamo in serie B li bastono. Noi siamo il Livorno. La maglia amaranto deve essere amata. Chi la indossa deve farlo con orgoglio, dignità e rispetto. Da questo punto di vista però la squadra non si è mai tirata indietro. Sabato a Novara ho visto Comi uscire in lacrime per l'ennesima decisione arbitrale negativa. Ecco Gianmario è un giocatore da valorizzare e non da mortificare».
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