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Fed cup, italiane senza via di scampo

Fed cup, italiane senza via di scampo

Nulla da fare contro Spagna e Francia: le azzurre retrocedono nel World Group II dopo 18 anni tra le prime otto

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Quattro a zero, senza appello. Spagna-Italia di Fed Cup è un’agonia azzurra iniziata male e finita anche peggio. Dopo il 2-0 facile facile, con cui sabato le padrone di casa avevano chiuso la prima giornata, ieri - sulla terra rossa del Club de Tenis di Lleida - è andata in scena la replica. Garbine Muguruza, numero 4 della classifica mondiale, non ha dato scampo a Roberta Vinci, imponendosi 6-2, 6-2 in meno di un’ora di gioco.

È il punto che serviva alla Spagna per restare nel Gruppo mondiale. A fissare il punteggio del playoff sul 4-0 per le iberiche è giunto poi il doppio, in cui Karin Knapp e Francesca Schiavone, opposte ad Anabel Medina Garrigues e Sara Sorribes Tormo, si sono ritirate sull’1-1 del primo set. «Sono molto dispiaciuto perché retrocediamo nel primo Gruppo – il commento amareggiato del capitano Corrado Barazzutti – però è giusto riconoscere che abbiamo perso contro due squadre di grandissimo valore, Francia e Spagna sono tra le più forti del mondo. Può succedere, a questi livelli, dopo che questo gruppo di ragazze ha scritto pagine di storia del tennis mondiale e rimarranno per sempre un esempio per tutti».

Muguruza, che ieri aveva faticato un po’ solo nel primo set con Schiavone, nel singolare che ha aperto la seconda giornata è stata ancora più determinata contro Vinci. La tarantina, chiamata all’impresa per provare a riaprire la sfida, ha potuto assai poco davanti a un’avversaria implacabile. E così, per la prima volta dopo 18 anni, l’Italia del tennis al femminile – capace di conquistare quattro trofei in dieci anni (nel 2006, 2009, 2010 e 2013), deve retrocedere. «Il suo servizio ha fatto la differenza - l’analisi a caldo dell’azzurra - Invece io ho battuto male. Ci ho provato, ma lei ha sbagliato pochissimo».

«La Spagna è la squadra più forte che abbiamo incontrato negli ultimi 10 anni. Abbiamo giocato in trasferta contro due top ten». È il commento del presidente della Fit Angelo Binaghi, dopo la sconfitta a Lleida che condanna le azzurre alla retrocessione nel World Group II,dopo 18 anni tra le prime otto. In passato l’Italia aveva perso due semifinali, nel 2012 e nel 2014, sempre a Ostrava, con la Repubblica Ceca: in campo c’erano Petra Kvitova e Lucie Safarova in entrambe le occasioni numero 7 e 15 del ranking mondiale. A Lleida Garbine Muguruza è numero 4, mentre Carla Suarez Navarro è 11 (ma è stata 6) ed è uscita dalle prime dieci lunedì scorso. «È stato un anno molto duro - spiega il massimo dirigente della Federtennis - perché abbiamo affrontato sempre in trasferta sia la Francia che la Spagna al completo e al massimo delle loro possibilità. Non so quante squadre sarebbero uscite indenni. In più qui a Lleida le nostre giocatrici, vedi la Errani, hanno avuto qualche problema fisico. E ieri anche Schiavone si è fatta male. Avremo tutto il tempo per riscattarci. Io non dimentico quanto queste ragazze hanno dato alla Nazionale, mettendo l’Italia davanti a tutto con spirito di sacrificio e dimostrando di essere grandi donne con valori etici, oltre che campionesse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web