Toscana
Sempre più giù, e ora torna Gelain
A Novara nuovo ko a tempo scaduto (con arbitraggio choc). Spinelli esonera Colomba
INVIATO A NOVARA. Se Spinelli avesse preso un po' più giocatori e un po' meno allenatori, forse non saremmo qui. Amen. Adesso anche lui si è reso conto che siamo a un passo dalla retrocessione e, nella disperazione più completa,caccia Franco Colomba per richiamare Ezio Gelain, attualmente fermo e senza contratto. Non si sa neanche se mettersi a ridere o mettersi a piangere. Di certo sarebbe stato meglio che Spinelli avesse aperto gli occhi a gennaio, quando c'era da comprare i giocatori.
L'ESONERO DI COLOMBA. Spinelli ha esonerato Colomba senza ascoltare nessuno. A fine partita ha deciso così. Colomba era in sala stampa che parlava e Spinelli aveva già chiamato Gelain per dirgli di presentarsi domattina (stamani, ndr) al Centro Coni. Una situazione grottesca.
Per carità, il ruolino di marcia di Colomba è disastroso: 4 partite, 4 sconfitte, di cui tre nel recupero. Ma onestamente il ko di Novara non è colpa del tecnico che anzi aveva azzeccato i cambi. Speriamo nella scossa, speriamo che Gelain abbia la pozione magica per svegliare il Livorno. A oggi, agli occhi dell'Italia del calcio, il Livorno fa solo sorridere-ridere per questa gestione scellerata degli allenatori. Gelain è il quarto tecnico della stagione, se considerate il Panucci-bis si sale a cinque conduzioni tecniche. Roba da far diventare Zamparini un conservatore.
Ripetiamo il concetto: meno allenatori, più giocatori e ora non saremmo in questa situazione drammatica. Forse sarebbe l'ora che anche Aldo Spinelli dicesse "ho sbagliato" invece di divorarsi gli allenatori. Tra Mutti e Colomba, in 13 partite hanno conquistato 3 punti.
LA PARTITA E GLI ARBITRI. La legge di Murphy non è più una simpatica fantasia. La legge di Murphy siamo noi. Colomba o non Colomba, è incredibile ciò che sta succedendo al Livorno in questo campionato. Volete un'impressione? Forse retrocederemo, senza dubbio per grandi colpe del Livorno, ma forse anche perché deve andare così. Qui non si tratta di fare vittimismo ma di scrivere dati oggettivi: il gol di Antonini era regolare, l'espulsione di Comi è assurda, il gol nel finale di Faragò è quantomeno dubbio e oltretutto su un calcio d'angolo che non c'era per un netto fallo. Ripetiamo: dati oggettivi. Disastri nostri e disastri arbitrali sono un collage micidiale.
A TRE PUNTI DAI PLAYOUT. Prima di parlare della partita, facciamo però un salto in avanti. Questa sconfitta fa male, è una pugnalata: la quarta consecutive, la terza arrivata nel recupero nelle ultime quattro gare. Chiaro segnale che in certi attimi al Livorno mancano gli attributi, perché una volta può essere un caso, passi per la seconda, ma qui è un trend che si ripete da troppo tempo.
Bene, detto questo, il Livorno è ancora a tre punti dai playout. E la squadra è viva. Non possiamo arrenderci, non avrebbe senso. Pensate quanti anni ci abbiamo messo a uscire dalla serie C, siamo a tre punti da uno spareggio per restare in serie B, è dovere (ripetiamo, dovere) di chi va in campo lottare ancora. I tifosi sono liberi di essere ottimismi o pessimisti, i giocatori no: devono giocare e combattere. Poi si vedrà.
IL GOL BEFFA. La partita? Un film già visto. Il gol non ci ha messo molto ad arrivare. Eravamo appena all'11' quando una dormita complessiva ha portato prima Gonzalez a colpire il palo e poi Faragò sulla ribattuta a firmare il vantaggio. E meno male che dopo poco Ceccherini ha salvato su Faraoni, perché sennò eravamo già cotti e mangiati dopo un quarto d'ora. A quel punto il Livorno ha iniziato a giocare, spingendo più che altro coi terzini (Garofalo non teneva Antonini e infatti dopo poco Baroni l'ha cambiato), mentre in avanti Aramu e Fedato erano innocui. L'illusione era arrivata anche per merito dei cambi di Colomba: i nuovi entrati Moscati e Comi avevano infatti confezionato il pari. L'ultimo quarto d'ora Colomba ha deciso di giocarselo con la difesa a 5. L'espulsione di Comi è stata la classica "nascata", fatto sta che ha avuto l'effetto di regalare un ultimo sussulto al Novara. C'erano tre minuti di recupero. Pochi per tutto il mondo. Un'eternità per noi. È arrivato il pareggio, è arrivato l’esonero di Colomba: un terremoto ovunque, fuorchè in classifica.
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