Gioco
Lucchese senz’anima travolta a Teramo
Sconfitta senza attenuanti di una formazione senza attributi. Adesso diventa decisivo lo scontro diretto con il Tuttocuoio
Una sconfitta senza attenuanti che avvicina la Lucchese alla zona playout oggi pericolosamente a 2 punti. Preoccupa, al di là del secondo ko esterno della gestione Galderisi (come a Pontedera anche stavolta l’erba sintetica porta male), il modo in cui i rossoneri sono travolti da un Teramo, sicuramente più squadra sul piano della qualità individuale e del palleggio, ma che non ha certo disputato la partita della vita limitandosi a trovare varchi nella difesa di burro e nel centrocampo senza idee dei rossoneri. Gli abruzzesi liquidano la pratica in 47’ rifilando tre reti ad una squadra impalpabile, moscia, senza energia e senza amor proprio. Tutto l’opposto della Lucchese vista la scorsa settimana nel derby con il Pisa che aveva lasciato ben sperare per questo rush finale di campionato. Adesso per conquistare la salvezza anticipata senza rischiare di finire nel vortice della classifica avulsa servono 5 punti. Sarà determinante il derby di sabato al Porta Elisa contro il Tuttocuoio. Ma l’impressione è che il destino di questa squadra si deciderà nell’ultima partita.
Stop agli esperimenti. Chi si attende Monacizzo play basso in luogo dell’infortunato Mingazzini rimane stupito nel vedere quella posizione assegnata ad Espeche che da 4 anni non gioca sulla linea dei mediani (ai tempi dell’Eccellenza). Un esperimento di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. Perché l’italo-argentino come marcatore centrale non si discute, ma non ci pare abbia i tempi d’inserimento e soprattutto la visione di gioco e il tocco di palla di un giocatore a cui si chiede d’impostare l’azione, di spezzare e rilanciare. Solare la differenza di passo e le qualità tecniche con Amadio, il metronomo del Teramo. Contro il Tuttocuoio Mingazzini serve come il pane e se l’esperto giocatore non dovesse farcela c’è pur sempre Monacizzo che, nella mezz’ora a sua disposizione, mostra sufficiente personalità. Tra l’altro dietro la difesa balla e non poco. Altobello, l’ex di turno, ferma un irriconoscibile Forte, ma pare lento in fase di recupero mentre Maini senza accanto un elemento di personalità è un pesce fuor d’acqua.
Attacco anemico. L’infortunio a Maritato e le condizioni non ottimali di Sartore (ha giocato gli ultimi 25 minuti, ma non è certo al top) mostrano, se ancora ve ne fosse bisogno, tutta la pochezza in fase offensiva dove Pozzebon fallisce ghiotte occasioni e Terrani non ha più la freschezza e la facilità a saltare l’uomo e a concludere a rete anche se, almeno al Bonolis di Teramo, è l’unico che ci prova.
La partita. Facile da riassumere. Il primo quarto d’ora lo fa la Lucchese che schiera un insolito 4-1-3-2 (o 4-4-2 con Espeche vertice basso e Fanucchi vertice alto). Possesso palla, dinamismo, qualche brivido dalle parti di Narduzzo. Ma preso un gol balordo sugli sviluppi di un angolo - con la palla che rimane lì senza che nessun difensore la rilanci consentendo a Cruciani nell’area piccola di superare Di Masi già a terra - Nolè e compagni non sono capaci di reagire e di farsi pericolosi. Non riescono neanche a superare la trequarti biancorossa che ha il dominio assoluto del centrocampo e riparte sugli esterni grazie alla rapidità di Di Paolantonio a sinistra e Petrella a destra che affondano nelle difesa schierata a presepe. Così alla mezz’ora siamo già 2-0 per il Teramo con l’inafferrabile Petrella che s’infila in velocità nella terra di nessuno e va a concludere a rete superando Di Masi in uscita disperata anche con l’aiuto del palo. La Lucchese? Non pervenuta. Solo stucchevoli cross da destra di Benvenga o fuori misura o preda di portiere e difensori di casa. Nella ripresa il Teramo mette i 3 punti e la matematica salvezza in cassaforte. Triangolazione Petrella-Moreo-Di Paolantonio che arriva come un treno da sinistra, entra in area e infila Di Masi sul palo opposto. La sfida si chiude lì. E alla fine i padroni di casa schierano due ragazzini a centrocampo (Tini e Palestini, rispettivamente 18 e 16 anni) che non sfigurano al cospetto di una Lucchese irriconoscibile che assieme alla partita perde pure la faccia.
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