Gioco
Finali da incubo: 21 punti buttati via
Il Livorno ha subito la metà dei gol nell’ultima mezzora. Un festival dell’occasione persa che non può essere casuale
LIVORNO. C'è chi parla di Spinelli, chi della sfortuna, chi delle direzioni arbitrali. Quando ti trovi in una situazione del genere, la verità è che le cause sono molteplici. Qui le responsabilità della società sono evidenti, Spinelli sa di aver tirato troppo una corda che poi si è spezzata: inutile tornare sulla parentesi Mutti, una catastrofe nell'habitat amaranto.
Ma anche gli episodi hanno influito, perché la sorte non è mai stata dalla parte del Livorno e spesso l'ha pugnalato alle spalle. Il rigore di Marchi e il colpo di testa di Lazzari, giusto per fare due esempi di gol presi a pochissimi secondi dal triplice fischio, hanno tolto 2 punti agli amaranto e affossato il morale della squadra. Sfortuna, sì, ma anche poca concentrazione in quei momenti.
E certe statistiche lo confermano: in totale il Livorno ha subìto 46 reti, 23 delle quali nelle mezz'ore finali (recuperi compresi). Sì, la metà, il 50%. Disattenzioni che sono costate ben 21 punti, con i quali gli amaranto sarebbero addirittura in zona playoff, anche se in questo conto non vengono considerati i gol fatti in quelle fasi.
I CROLLI NEI FINALI. Sono 12 i gol presi tra il 60' e il 75', 6 negli ultimi quarti d'ora e 5 nei recuperi dei secondi tempi: il totale è appunto 23, un numero altissimo che conferma la fragilità amaranto. La prima bastonata risale alla quinta giornata, alla sconfitta interna con lo Spezia: l'1-1 di Pasquato illuse tutti e fece sognare il quinto successo di fila, ma a 180 secondi dalla fine arrivò la doccia gelata di Calaiò. Forse il Livorno si è perso proprio lì, perché da quel momento sono arrivate solo 4 vittorie ed il crollo è stato vertiginoso. Un'altra rete incassata a 2 minuti dal fischio finale, quella di Maniero a Bari, è costata invece la panchina a Panucci.
Anche Mutti è stato colpito spesso nelle mezz'ore finali, due volte però con l'alibi dell'inferiorità numerica (a Perugia e a Pescara). Il ritorno dell'ex difensore della Roma aveva ridato brillantezza ai colori amaranto, ma poi un altro gol nel finale ha partorito un altro esonero: si tratta della conclusione nell'angolino di Fazio a Trapani (era il 76'), un colpo da biliardo che ha spezzato il Livorno e allontanato Panucci per la seconda volta.
COLOMBA E I RECUPERI. La sfortuna è rimasta - anzi, è aumentata - con l'arrivo di Colomba. Prima il braccio di Luci e il rigore di Marchi al 95' che ha regalato i 3 punti alla Pro Vercelli, poi le occasioni fallite a Vicenza (a proposito, il raddoppio di Raicevic è arrivato al 60', dunque nella mezz'ora conclusiva), infine la mazzata con il Bari a 4 secondi dalla fine. In queste partite il Livorno meritava 5 punti, invece ne ha raccolti 0 e ora la classifica è spaventosa. Ma no, non è colpa solo della sfortuna…
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