Gioco
CFG devi svegliarti, adesso i playout sono una realtà
Serie B. Brutta la sconfitta in casa contro il Raggisolaris Due giornate alla fine, l’avversario sarà Faenza o Bottegone
LIVORNO. Da qualche settimana lo spettro playout svolazzava nei dintorni del PalaMacchia, ma ora anche la matematica condanna la CFG Livorno a giocarsi le residue speranze di salvezza in uno spareggio al meglio delle 3, probabilmente vs. la Valentina's Bottegone di coach Roberto Russo.
Con il blitz in riva al Tirreno, infatti, la Raggisolaris Faenza si è virtualmente chiamata fuori dalla bagarre prenotando la quint'ultima posizione (+4 su Bottegone - ma in difetto negli scontri diretti - e +6 sul team labronico), e come se non bastasse nel prossimo weekend affronterà la Mamy Oleggio per alimentare il sogno delle ferie anticipate.
Ma noi occupiamoci della Pallacanestro Don Bosco: la situazione non è bella, e con sole due partite da giocare (di cui una sul parquet della capolista Unieuro Forlì) l'unico obiettivo è, appunto, il quint'ultimo posto che assicurerebbe il vantaggio del fattore campo. Bottegone è due punti avanti, se la vedrà con Torino (a Torino) e con la Bakery Piacenza, mentre Mariani e soci andranno in Emilia Romagna e poi riceveranno in via Allende gli universitari.
Detto in tutta sincerità, la strada sembra decisamente in salita: «Non sappiamo ancora se ci scontreremo con Bottegone o Faenza - confessa coach Quilici - ma in qualsiasi caso dobbiamo continuare a lavorare su noi stessi; ai playout si giocherà ogni due giorni e sarà importante saper gestire la pressione».
Anche sotto il profilo del gioco la CFG è apparsa tutt'altro che guarita, nonostante la bella vittoria ottenuta su Oleggio. È come se fosse tornata a un mese fa, quando alle prime difficoltà sprofondava in una vera e proprio crisi psico-tecnica: «Il dispiacere non sta tanto nel risultato (50-68, ndr), quanto nell'atteggiamento dei ragazzi; non possiamo sfaldarci subito nel momento in cui un paio d'azioni non vanno a buon fine. Ma purtroppo abbiamo poche risorse mentali - sottolinea Quilici - e l'incapacità di capire che le prestazioni non dipendono soltanto dalle percentuali offensive, bensì da tutta una serie di altre variabili compresa l'aggressività e la compattezza nella metà campo difensiva. Di fatto, ciò che più mi preoccupa, è il non aver avuto la forza di metterla sul piano dell'agonismo. Giochiamo male? Pazienza, proviamo a vincerla sputando sangue su ogni sacrosanto possesso».
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