Il Tirreno

Livorno

Il miracolo in sette mosse

di Gianni Tacchi

Situazione disperata, una speranza dalla penalizzazione per il Lanciano

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LIVORNO. C'è stato un momento in cui, scorrendo la classifica live, con il Bari poteva andar bene anche il pareggio. Al gol dell'1-1 di Cazzola, infatti, la Salernitana era sul 2-2 con il Latina, e il Modena era praticamente spacciato con il Trapani: con questi risultati, gli amaranto sarebbero rimasti davanti ai granata e avrebbero guadagnato un punto nei confronti dei gialloblù, salendo così a -2 dai playout.

Ma poi è crollato tutto: il rigore di Coda a Salerno, il colpo di testa di Lazzari a 4 secondi dalla fine e la disperazione. Totale, infinita. È vero che i punti dal Modena sono ancora 3, ma è altrettanto vero che il sorpasso della Salernitana e la caduta al penultimo posto sono due ferite gravi. E le facce dei giocatori a fine partita avevano tutti i segni della resa.

LA DISPERAZIONE. Adesso è difficile ripartire, un'altra mazzata del genere non ci voleva. L'ha ammesso anche Franco Ceravolo in mixed zone, sostituendo praticamente i giocatori, rimasti in silenzio dopo il duro confronto con gli ultrà: «Nello spogliatoio c'era grande sconforto - le parole del direttore sportivo amaranto, arrivato a fine gennaio - nell'aria c'era solo delusione, ma è anche ovvio dopo una sconfitta di questo tipo». Una sconfitta che il Livorno non meritava, come non meritava quella di Vicenza. E come non meritava tante altre, ma purtroppo questa è una stagione no.

Attenzione però, perché non si può parlare solo di sfortuna, episodi e direzioni arbitrali. Questo penultimo posto è figlio soprattutto di una gestione societaria sbagliata sotto ogni punto di vista, dalle scelte in panchina (Panucci mai difeso, Mutti pescato dal pozzo dei dimenticati ed esonerato troppo tardi) a quelle sul mercato (squadra piena di prestiti e di giocatori in scadenza, senza dimenticare i ritocchi di gennaio). E ora certi numeri inchiodano gli amaranto: il Livorno non vince dal 6 febbraio (1-0 alla Ternana), i punti raccolti nelle ultime 10 partite sono soltanto 3, quello con il Bari è il quarto k.o. di fila e la vecchia ancora Vantaggiato è arrugginita (non segna da due mesi e mezzo, dal 3-1 di Brescia).

E quindi dobbiamo arrenderci? Assolutamente no, perché tutto sommato il Livorno sta giocando e creando, anche se ora deve mettere alle spalle due squadre e non più una. Guardando la parte bassa della classifica, la Salernitana sembra destinata a risalire:

Lotito è ingombrante, la rosa ha tanta qualità e poi - con 6 scontri diretti nelle ultime 7 gare, 4 dei quali in casa - può mangiare punti a tutti. All'opposto ci sono il Modena, in caduta libera, e il Lanciano, che è a +6 sul Livorno, ma giovedì verrà colpito da una penalizzazione (si parla addirittura di un pesante -4) e all'ultima giornata sarà proprio al Picchi. La corsa potrebbe essere quindi su queste due squadre, in crisi come gli amaranto e senza le individualità della Salernitana. Insomma, le spiagge non sono finite.

Gianni Tacchi

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