Gioco
il FUTURO
LIVORNO. La drammatica sconfitta interna con il Bari non ha oscurato la presenza del 74enne imprenditore ligure Gianmarco Calleri in tribuna autorità. Per la verità in questo campionato l'ex patron...
LIVORNO. La drammatica sconfitta interna con il Bari non ha oscurato la presenza del 74enne imprenditore ligure Gianmarco Calleri in tribuna autorità. Per la verità in questo campionato l'ex patron di Lazio e Torino si era già fatto vedere all'Ardenza. Era accaduto due settimane fa in occasione di un altro ko pazzesco: quello con la Pro Vercelli. L'altro ieri, però, c'erano almeno due elementi nuovi. Primo: il suo arrivo a Livorno per la partita era stato annunciato in settimana da Aldo Spinelli. Secondo: Calleri indossava il piumino della società e - visto che il presidente era in panchina - sembrava già un dirigente a tutti gli effetti.
In realtà non è così, ma di certo questa è una situazione da monitorare e che può essere foriera di sviluppi interessanti. Inevitabile, chiedere chiarezza a Spinelli in persona.
Presidente, come aveva anticipato, anche sabato allo stadio c'era Calleri...
«Sì. Gian Marco è un amico di vecchia data che in questo momento è fuori dal calcio. Ha tanto tempo libero e mi ha usato la cortesia di venirmi a trovare».
Certo: ma da quando lei è presidente del Livorno, Calleri non si era mai visto. Che significa?
«Significa che lui può darci una mano. Tutte le nostre energie sono concentrate sulla corsa alla salvezza, ma stiamo già pensando al futuro».
Al futuro? Quindi significa che non ha intenzione di cedere la società?
«Esatto. Io il Livorno me lo tengo. Non vendo. Non c'è nessuno all'orizzonte».
Veramente due trattative ci sono, le sta seguendo suo figlio.
«Sì, ma non vendo».
Quale sarà il ruolo di Calleri?
«Intanto sta lavorando con me per il prossimo campionato. Lui ha tra le mani decine di calciatori e questo può essere utile per costruire il Livorno di domani».
Una sorta di manager esterno. Di procuratore-amico della società?
«No. A dire la verità io avrei intenzione di dargli l'incarico di vicepresidente».
Una carica simbolica o pensa anche ad un impegno economico da parte di Calleri?
«Vediamo.È ancora presto per parlarne. Intanto dobbiamo salvarci».
Ma Calleri acquisterà una quota minoritaria o no?
«Può darsi. È possibile. Io ho una certezza. Se mi aiuta lui sarò felice, perché è un dirigente capace e affidabile».
Si, ma se il Livorno retrocede quali saranno i suoi o i vostri programmi?
«Mi limito a ribadire che stiamo lavorando. Per ora siamo ancora in serie B e ho la certezza che questa squadra ha i mezzi per tirarsi fuori da questa situazione anche se adesso siamo messi molto male. Una volta stabilito quale categoria faremo l'anno prossimo ci occuperemo di tutto il resto. Ora però dobbiamo stare tutti uniti per tentare l'impresa. Il nostro Livorno vale molto di più del penultimo posto e sono convinto che nelle ultime sette giornate lo dimostrerà. Qui nessuno si dà per vinto. Anzi».
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