Gioco
La maledizione colpisce ancora
Livorno beffato all’ultimo minuto di recupero, contro il Bari già il pari sarebbe stato stretto
LIVORNO. A cosa ci aggrappiamo? Stavolta non si può neanche dire niente alla squadra. O forse si: perché non avete giocato con questa rabbia e con questa voglia di vincere contro Pro Vercelli, contro Modena, contro Vicenza? Ma è solo il grido disperato di chi guarda indietro per paura di pensare al futuro. Quando una stagione è maledetta, non ci sono vie d'uscita.
Bisogna essere onesti. La sconfitta contro il Bari è ingiusta, un pugno nello stomaco a un innocente. Già il pareggio sarebbe stato stretto al Livorno, figuriamoci perdere all'ultima azione dell'ultimo minuto, a 4 secondi dal 49'. Il tutto dopo un miracolo pazzesco pochi attimi prima del portiere Micai. Quello del Bari è un furto a mano armata, ma purtroppo questo non risarcisce il Livorno, non risarcisce i tifosi, non lenisce la rabbia. Anzi. Per assurdo la fa aumentare.
CLASSIFICA DISPERATA. Adesso siamo penultimi, anche la Salernitana ha messo la freccia. Col solito rigorino nel finale che a Lotito non si nega mai, mentre il Livorno avrebbe dovuto giocare in 11 contro 10 tutto il secondo tempo (Romizi andava espulso). Ma questa è un'altra storia di cui Spinelli però si dovrebbe occupare un po' di più.
Le distanza dal quartultimo posto sono rimaste invariate (3 punti) e col Modena abbiamo lo scontro diretto favorevole. Tra le altre, possiamo provare a tenere nel mirino il Lanciano (oggi a +6) che però sembra in grande difficoltà e avrà anche almeno un altro punto di penalizzazione oltre a dover salire a Livorno l'ultima giornata. Lo diciamo per non arrenderci ai fatti, ai numeri, al destino. Perché se guardiamo al ruolino di marcia (4 sconfitte consecutive, l'ultima vittoria il 6 febbraio…) allora è dura tenere accesa la speranza.
I 3 MOTIVI. Nella storia di una partita ci sono spesso dei momenti chiavi. Stavolta ce ne sono ben tre, tutti nella ripresa. Eccoli. 1) al 7' Romizi atterra Emerson che riparte, il giallo è nettissimo, Romizi è già ammonito e dunque dovrebbe scattare il rosso, ma Baracani dimostra di essere scarso e non avere gli attributi graziando il centrocampista (che Camplone, guarda caso, toglie subito…). 2) Due tiri in porta subiti, due gol presi, sembra incredibile ma è sempre così, con la ciliegina del solito gol all'ultimo minuto. 3) La parata della vita di Micai che al 47' ha deviato un gol già fatto, fedele alla regola che contro di noi diventano tutti fenomeni.
SOLO LIVORNO. La sconfitta brucia perché il Livorno era stato bravo a imbavagliare il Bari. Camplone ha cercato di creare problemi al Livorno arretrando Sansone e Rosina, con il 4-3-3 che si trasformava spesso in 4-5-1, ma la superiorità a centrocampo del Bari non si è mai vista. Anche perché è stato quasi sempre il Livorno a mantenere il possesso di palla. In tutta la partita il Bari avrà superato il centrocampo 10 volte, e sempre con un mieloso giro palla. Tranne nel finale quando sono saltati schemi e distanze.
Il problema è che dall'altra parte il Livorno ha confermato tutti i suoi problemi negli ultimi 25 metri. Il gol lo ha segnato addirittura Cazzola, il miracolo di Micai è arrivato su un tiro deviato da Vantaggiato.
Se mancassero 15 giornate, ci sarebbe da apprezzare la crescita del Livorno. A 7 giornate dalla fine, con questa classifica, diventa dura trovare un barlume di ottimismo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
