Gioco
A fine partita ultrà nello spogliatoio
Prima il tifo, poi la rabbia. «Ora basta, non giocate più con la maglia amaranto».
LIVORNO. Sono entrati negli spogliatoi passando dal campo, hanno alzato la voce e si sono fatti sentire. «Basta, non siete degni della maglia amaranto. Vergogna! Vergogna!». Stavolta il confronto tra una decina di ultrà e i giocatori è andato in scena direttamente nello spogliatoio amaranto, pochi minuti dopo il triplice fischio. Parole forti dopo il blitz al Coni della scorsa settimana, decisamente più soft rispetto all’episodio di ieri. Nonostante la buona prestazione, gli ultrà hanno praticamente chiesto alla squadra di non indossare più la maglia amaranto, ma di giocare – da Novara fino alla fine della stagione – con quella bianca in casa e con quella verde fuori. «Non siete degni», hanno ripetuto più di una volta. Insomma, nel mirino ci sono anche i giocatori, non solo Spinelli.
GLI STRISCIONI. La Nord aveva comunque aperto la giornata con lo striscione “Lotteremo innalzando i nostri colori”, parole riprese dal testo di un coro degli ultrà, e cantando per la squadra.
Il risultato ha partorito anche un “Se andiamo in C, vi facciamo un c… così”, ma il sostegno non è mai mancato. Durante il match sono spuntati anche altri striscioni in curva Nord, uno sull’integrazione (“Né muri né quartieri, nessuno è clandestino, la nostra patria è il mondo intero”, scritto sia in italiano che in greco, visto anche il gemellaggio con l’Aek Atene) e uno sull’anniversario del disastro del Moby Prince (“25 anni di sola memoria, Moby Prince per non dimenticare”). E anche i tifosi della Sud, quest’anno messi in gradinata per la chiusura del loro settore, hanno mostrato un lenzuolo bianco con la scritta “Per noi è amore, infinita passione anche se sarà retrocessione”.
FLOP SUGLI SPALTI. Allo stadio c’erano comunque circa 6.500 spettatori, pochi nonostante la promozione. La risposta della città non è stata positiva e al Picchi c’erano 500 tifosi in più rispetto al solito.
Gianni Tacchi
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