Gioco
Franceschi e Del Maso baby cannibali della vasca
I due campioncini livornesi vincono rispettivamente quattro e tre medaglie Bene anche Lorenzo Torre e Matteo Ciampi che si ferma a 50 metri dall’arrivo
LIVORNO. Sara Franceschi e Filippo del Maso possono essere ribattezziti i baby cannibali del nuoto italiano. Tre ori per Sara, uno in meno per “Pippone”.
Ma ad avanzare a grandi falcate, è tutta la società del Nuoto Livorno che adesso punta dritta ai trials olimpici che andranno in scena tra meno di due settimane a Riccione.
All’appuntamento che apre le porte verso l’appuntamento a cinque cerchi di Rio arriverà con i risultati, i meravigliosi risultati dei suoi bellissimi giovani capaci, allo Stadio del Nuoto, di mettersi in tasca qualcosa come 13 medaglie (6 ori, 2 argenti e 5 bronzi) in occasione dei Criteria Nazionali Giovanili, sorta di palcoscenico per le future stelle del nuoto italiano.
Sara Franceschi. Non vuole fermarsi, non ci pensa neppure. E lo ha dimostrato vincendo in rapida successione i 100 Rana (1’07’’57), i 200 Stile Libero (1’57’’69, record personale e della manifestazione), ma soprattutto i 200 Misti 2’08’’81 con record, secondo tempo all-time alle spalle di Francesca Segat e miglior crono mai nuotato in Italia con i costumi in tessuto.
A completare il quadro – o per meglio dire, il capolavoro – l’argento nei 200 Dorso in 2’09’’43, tanto per cambiare con un riferimento di valore assoluto e inferiore di oltre due secondi rispetto al precedente primato personale.
Filippo Dal Maso. Copertina al maschile dedicata ad un altro classe ’99, autore di un campionato da 10 e lode: exploit di bronzo nei 200 Misti (2’01’’82 con una frazione conclusiva Stile Libero da 28’’29) e un’ora dopo 400 Stile Libero ha vinto con una prestazione da manuale fin dalle prime bracciate e concluso sotto il muro dei 3’50 (3’49’’41, record personale abbattuto di quasi sei secondi).
Tutto qua? Neanche per sogno. Sulle ali dell’entusiasmo “Pippone” (195 centimetri di ragazzo) è andato a prendersi il titolo nei 400 Misti (4’16’’79), senza dimenticare l’argento in rimonta griffato nei 200 Stile Libero in 1'48''42.
Matteo Ciampi. Per 350 metri una prestazione mostruosa (Cadetti).
Poi un'amnesia, che può capitare a tutti sia chiaro, e la sensazione di aver già nuotato l’intero 400 Stile Libero: 3’15’’88 all’ultimo passaggio, e anche se non ne avremo mai la certezza quella gara, Matteo, l'avrebbe archiviata intorno a 3'43, 3'44.
Ovvero con il record della manifestazione e un crono di rilevanza continentale. Peccato, ma guai piangersi addosso. E non a caso – nei due giorni successivi – Ciampi è salito due volte sul podio, nei 200 (bronzo in 1'47''45) e nei 200 Dorso (1’55’’60).
Lorenzo Torre. Tre medaglie e altrettanti primati personali – infine – per il velocista del ’97: si parte con i 100 Rana, dalla corsia 9 (la più esterna, decimo tempo di iscrizione). Lorenzo è in testa fino a 5 metri dall’arrivo, salvo poi toccare per secondo.
Ma lo fa con un tempo straordinario (1’00’’43), migliorando 2 secondi e con una dimostrazione di forza, carattere, determinazione e talento da far venire i brividi.
Un Torre in grado di vincere i 50 in 27’’60 e salire sul podio anche nei 50 Stile Libero, ad appena 5 centesimi dal titolo e con un progresso assai importante.
Grande squadra. Ma la Nuoto Livorno sulla riviera adriatica ha fatto parlare di sé grazie anche ad una squadra composta in totale da 24 atleti: Martina Dini (26’’08 nei 50 Stile Libero, 28’’05 nei 50 Farfalla e 57’’49 nei 100 Stile Libero), Giulia Dani (2’18’’55 nei 200 Dorso, 2’06 nei a Stile Libero, 1’04 nei 100 Dorso), Teresa Tempesti e l’esordienti Sara Manuelli, da aggiungere alle staffette completate da Terreni Adele Bicicchi, Arianna Scarpa, Eva Gherardini, Marta Sestini, Alice Ammagliati e Giada Petrosino.
Stesso discorso in campo maschile, dove Filippo Sbrana, Marco Bartolommei, Alessio Muri (non al meglio della forma…), Niccolò Nesti e il piccolo Filippo Bondi (ottimo nei 100 Dorso) si sono esibiti in 3,4 gare individuali; a dare manforte alle prove di squadra Lorenzo Bondi, Leonardo Morelli, Andrea Battaglia e Bernardo Lascialfari.
Insomma i livornesi tornano da Riccione con un pieno di medaglie ma anche di fiducia per il proseguo della stagione olimpica.
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