Sicurezza
L’illusione e il crollo: ma non è finita
La crisi amaranto in cifre. Fino a oggi media punti di 0.97, bisognerebbe salire a 2 per salvarsi, un po’ meno per i playout
LIVORNO. Dal primo posto di fine settembre al terzultimo di oggi, dall’euforia per un inizio scoppiettante al terrore di questi giorni. Ecco, in poche immagini, il trailer del film di questa stagione. Che però non è ancora finita e lascia quindi speranze al Livorno, perché in fondo i playout sono lì, a 3 punti. Ma l’analisi del cammino amaranto, una discesa infinita con pochissime scene girate bene, sembra spezzare questa fiducia. Se escludessimo le prime 4 giornate, nelle quali Panucci fece il pieno e illuse tutti, il Livorno sarebbe infatti ultimo in classifica: in coda alla fine del girone d’andata, in coda adesso. Dietro anche al Como, ormai con un piede e mezzo in Lega Pro. Sembra incredibile, ma è così. E non sorprende neanche più di tanto, considerando il crollo degli amaranto nel corso dei mesi.
DISASTRO TOTALE. 12 punti nelle prime 4 partite, 11 tra il quinto turno e la fine del girone d’andata (17 gare), 10 nel nuovo anno (13 incontri). In questo percorso ha influito soprattutto la disastrosa gestione di Mutti, capace di raccogliere solo 3 pareggi in 9 giornate e di far precipitare il Livorno nella zona rossa della classifica.
Una discesa impossibile da pronosticare a inizio stagione, impossibile da pronosticare il 21 settembre dello scorso anno, quando gli amaranto lasciarono Terni con il primo posto a punteggio pieno. All’epoca tutte le altre squadre erano dietro: +2 sul Cagliari, +3 sul Cesena, +5 sulla coppia Crotone-Spezia e così via. Fino alla Ternana, che era ultima a quota 1, quindi a -11 dal Livorno.
Bene, oggi sono i rossoverdi a +11 sugli amaranto. Sì, la formazione di Breda ha affiancato e poi doppiato quella di Colomba, mangiando quindi 22 punti in 30 giornate. Un confronto imbarazzante, che spiega la stagione del Livorno meglio di qualsiasi discorso.
Ma questo è solo l’esempio più significativo, perché tutte le dirette concorrenti hanno viaggiato a ritmi più alti rispetto agli amaranto. C’è chi ha accelerato fra ottobre e dicembre (Modena), chi invece da gennaio a ora (Lanciano). E c’è anche chi ha dato tutto ma non è riuscito a cambiare le cose, vedi il Como. Il crollo del Livorno è stato invece totale, vertiginoso, inesorabile.
MEDIA DA RADDOPPIARE. Ma la cosa più preoccupante è la media punti registrata in queste 34 giornate, una media inferiore a 1 a partita: siamo a 0,97 per la precisione, ovviamente solo la Salernitana e il Como – le uniche squadre alle spalle di Colomba in classifica – hanno fatto peggio. Tutto questo significa che, per restare in Serie B, gli amaranto dovranno raddoppiare questo numero. Cioè? Essendo a quota 33 e ipotizzando la salvezza intorno a 47-48, il Livorno è chiamato a conquistare una quindicina di punti nelle ultime 8 partite. Insomma, circa 2 a gara, praticamente il doppio rispetto a quanto fatto fino a oggi.
Ne serviranno meno per i playout, questo è chiaro, ma in ogni caso il cambio di marcia dovrà essere immediato, perché andare avanti così significherebbe retrocedere tra 2-3 settimane. È vero che a un atleta non puoi chiedere di correre i 100 metri in 5 secondi anziché in 10, ma è altrettanto vero che il calcio è un’altra cosa. E quindi no, non è finita.
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