Il Tirreno

Livorno

Viviano Biagi e il karate: quando un maestro fa la storia

di Andrea Masini
Viviano Biagi e il karate: quando un maestro fa la storia

Livorno, quando sulla vetrata d’ingresso ammiri foto d’epoca  che ritraggono Gufoni, Biagi Domenici e Giusti, capisci subito di essere dentro la storia della arti marziali

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LIVORNO. Quando sulla vetrata d’ingresso ammiri foto d’epoca (più o meno recenti…) che ritraggono Gufoni, Biagi Domenici e Giusti, capisci subito di essere nel posto giusto. Capisci che la storia del karate livornese è là dentro, tra le quattro mura dell’Athletic Club di via Marradi. Sulla porta, un sorridente Viviano Biagi a cui è stata appena conferita la qualifica di Maestro Benemerito (VII Dan, cintura nera) in considerazione della pluriennale attività svolta in favore del karate.

«Si tratta di un riconoscimento alla carriera – ammette Biagi – il titolo di Benemerito, infatti, viene assegnato solamente a coloro che hanno contribuito in maniera fattiva alla crescita della Federazione, la Fijlkam, ovvero l’unica riconosciuta dal Coni e che nel 2020 – ai Giochi di Tokyo – dovrebbe raccogliere l’invito di disciplina dimostrativa», ha tenuto a precisare il VII Dan labronico.

Parte da lontano l’avventura di Viviano Biagi, dal 1969 proprio sui tappeti dell’Athletic Club: «Avevo 20 anni, ma in origine non fu affatto semplice essendo costretto a dividermi tra il karate e gli affari di famiglia. Tuttavia la passione cresceva di giorno in giorno, tant’è che nel 1972 decisi di seguire il mio maestro “Bibi” Gufoni all’Accademia dello Sport e nello stesso anno ricevetti, a Roma, la cintura nera I Dan. Nel 1978 feci ritorno all’Athletic Club insieme al maestro Alessandro Fasulo e nel 1985, sempre con grandissimi sacrifici, riuscì ad ottenere la qualifica di Maestro; ancora Accademia dello Sport (1987, con Gianni Borelli), nuovamente Athletic Club in società con Vittorio Domenici (III Dan di judo e I Dan di karate) e Sergio Marrucci, fino alla fondazione – nel 1997 – del Colosseum Center…».

Ma certi amori non finiscono mai, fanno immensi giri e poi ritornano. E dal 2009 Viviano Biagi è direttore tecnico dell’Athletic Club, nonché istruttore dei bambini dai 7 ai 12 anni: «Purtroppo oggi esistono una marea di pseudo federazioni che organizzano campionati del mondo per giovanissimi, bruciando tappe fondamentali nell’insegnamento del karate; la Fijlkam è l’unico ente identificato dal Coni e non a caso la pratica agonistica comincia a 12 anni. Prima si cerca di coordinare i ragazzi attraverso giochi ludico motori e attività propedèutiche (tre allenamenti a settimana, metà di ginnastica e metà di karate, ndr)».

Beh, concezione di sport che non fa una grinza e ricca di sani valori. E una volta fuori dall’Athletic Club – dove oggi continuano ad insegnare Biagi, “Bibi” Gufoni (unico IX Dan in Italia, cintura nera) e Bruno Giusti (V Dan, cintura nera) – sei sicuro che la storia e il futuro del karate livornese sono là dentro, tra le quattro mura di via Marradi.

 

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