Gioco
Il Livorno non combatte più
Passa la Pro Vercelli all’ultimo minuto, partita affrontata senza rabbia né agonismo
LIVORNO. Una sfida salvezza, la partita della vita. Ma nessuno se n'è accorto. Perché il Livorno che frana di fronte alla Pro Vercelli è una squadra che non ha rabbia, non ha grinta, non ha anima. Poteva finire 0-0 e sarebbe stato risultato decisamente più giusto, ciò non toglie che i 7000 del Picchi meritavano di più. Ripetiamo: non è così che si gioca la partita della vita.
LA BEFFA. Poi è chiaro che ci ha messo lo zampino pure la sfortuna. Perché quello che è successo negli ultimi 60 secondi ha il sapore di un film macabro. Al 48' il colpo di testa di Vantaggiato salvato sulla linea di porta da Coly, sul ribaltamento di fronte il fallo di mano in area di Luci e il rigore per la Pro Vercelli che ha decretato lo 0-1. Roba da matti. Perché la Pro Vercelli comunque non ha mai dato l’idea di poter vincere, si è messa dietro ed ha aspettato. Come giusto che fosse. Ha aspettato un Livorno che però non è mai arrivato.
Ripetiamo il concetto. Fosse finita 0-0 adesso saremmo qui con una classifica leggermente migliore ma non cambiava l'idea di un brutto Livorno.
Oltretutto. Ma quanti tiri in porta abbiamo fatto? Veri, due. Un colpo di testa di Fedato nel primo tempo che è andato a sbattere sul palo esterno e il colpo di testa di Vantaggiato salvato da Coly. Il resto delle conclusioni verso la porta non ci sentiamo di etichettarle come “tiri”.
CERCASI CARATTERE. Inutile girarci attorno, la squadra è apparsa moscia, nel senso peggiore del termine. Poca voglia di mordere, zero aggressività, un giro palla infinito che puntualmente si esauriva quando c'era da tentare l'ultimo passaggio, la verticalizzazione. Per certi versi il Livorno è apparso quasi impotente. Il che ci fa pensare sempre di più che l'allenatore fosse l'ultimo dei problemi. A oggi non c'è squadra, non c'è gioco, non c'è carattere. E se qualcosa può andare storto, state sicuri che lo farà.
Tra l’altro il problema del gol sembra ormai incancrenito. Vantaggiato non riesce a ritrovarsi, non gli arrivano palloni e quelli che tocca non li trasforma certo in oro.
Forse in un momento del genere, dove il gioco è purtroppo un optional, tanto vale affidarsi a Comi a gettare qualche pallone dentro l’area, sperando che qualcosa succeda. Non è molto. Ma quello che si è visto nel primo tempo è anche meno.
LE SCELTE DI COLOMBA. Cos'è cambiato con Colomba? Poco o niente sotto il profilo del risultato. Tatticamente siamo tornati al 3-5-2 che ha fatto le fortune del Livorno nella sua storia recente. Scelta logica visti gli assenti (Schiavone, Jelenic e Vergara), vista la disposizione tattica dell'avversario (altro 3-5-2), ma che non ha dato grossi frutti.
La luce doveva accendersi con le iniziative di Valoti che invece ha giocato a nascondino. Qualche lampo di Fedato (che forse non era neanche da togliere così presto) non può essere spacciato per “gioco”. Il 3-5-2 ha quantomeno dato solidità in mezzo al campo, il problema è che nessuno sapeva accendere la luce negli ultimi 30 metri.
CLASSIFICA DISASTRO. A oggi il Livorno sarebbe retrocesso. Direttamente. Altro che playout. Magari.
Le sconfitte di altre squadre (vedi Modena e Lanciano) non ci condannano, perché in palio ci sono ancora 27 punti. Ma in questo momento ci condanna l’incapacità di dimostrare che siamo vivi.
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