Gioco
Si riparte da Colomba «Forza, resteremo in B»
I retroscena del summit a Genova, il contratto e le ragioni della scelta
LIVORNO. Voltiamo pagina, si apre il capitolo 4 di un libro che avevamo catalogato male: pensavamo fosse d’avventura, si sta trasformando in un thriller. Dopo Panucci, Mutti e Panucci/2, adesso tocca a Franco Colomba.
Ci sarebbero da dire tante cose. Ma tante. A partire dalla sciagurata gestione di questa stagione, con una società che non si capisce cosa vuol fare e dove vuole andare. Ma ne riparleremo presto, ora pensiamo a salvarci.
Il summit a Genova. Sono bastati meno di 10 minuti per capire che anche Spinelli voleva cambiare. A dir la verità, non siamo del tutto convinti che Spinelli sia consapevole al 100% di quanto rischiamo, del fatto che la Lega Pro sia dietro l’angolo. Fatto sta che sedersi al tavolo (col ds Ceravolo e il dg Armenia) e decidere di esonerare Christian Panucci, è stato quasi tutt’uno.
La scelta di Colomba. Restava da scegliere il nuovo allenatore. Mica poco. Anche perché, è bene ricordarlo, siamo a fine marzo e le società hanno iniziato a prendere allenatori senza contratto a settembre...
Due le ipotesi sul tavolo. Alessandro Calori e Franco Colomba. Ciascuno con i suoi pro e ciascuno con i suoi contro. Alla fine, per varie ragioni, si è puntato su Franco Colomba che qua a Livorno abbiamo già conosciuto nel 2004, nella prima stagione amaranto in serie A. Fu esonerato dopo 11 giornate, uscì comunque di scena da vero signore.
Due mesi di contratto. Colomba ha parlato prima con Ceravolo, poi con Spinelli. Ed ha accettato. Contratto fino al 30 giugno, nessuna opzione. Ma ci saremmo stupiti del contrario visto che al momento la parola “programmazione” non appartiene al vocabolario del Livorno Calcio.
61 anni compiuti a febbraio, Colomba ha vissuto l’ultima esperienza in India, alla guida del Pune City, società che era nell’orbita dei Della Valle e della Fiorentina.
«Ce la faremo». Alle 14.30 Franco Colomba era già Centro Coni pronto a dirigere l’allenamento. «Arrivo a Livorno con la voglia di riprendermi il campo - ha dichiarato - anche perché stare fuori fa male. Conosco la piazza, sono stato a Livorno diversi anni fa e mi sono trovato bene. Per la corsa salvezza non credo sia finita, i valori di questa squadra mi sembrano buoni e credo che la classifica attuale sia bugiarda. Con Spinelli abbiamo fatto un patto per riuscire a tirare fuori il Livorno dai guai. E sono convinto di riuscirci».
La scelta giusta. Sui social la notizia è stata accolta così così. Molte le critiche. Una domanda: ma forse qualcuno pensava di prendere Mourinho?
Il Livorno in questo momento aveva bisogno di un “normalizzatore”, non di un fenomeno o di presunti inventori del calcio. Colomba è una persona normale, che conosce il calcio e che non più di 4-5 anni fa ha portato alla salvezza Bologna e Parma in serie A.
Forse andremo controcorrente ma, una volta deciso di esonerare Panucci, ci resta la sensazione che prendere Colomba si stata la scelta giusta.
Qualcuno storcerà la bocca ricordando che nel 2004 Colomba fu l’allenatore che a Livorno ebbe la malaugurata idea di mettere in panchina Igor Protti. Certo, lo ricordiamo bene, anche perché nessuno ci tocchi mai Igor Protti. Ma marchiarlo oggi per una scelta di 11 anni fa, avrebbe senso? No, nessun senso. E comunque Colomba è pur sempre l’allenatore di quel 2-2 a San Siro contro il Milan nel match di esordio, che nessuno ci toglierà mai dal cuore.
In ogni caso, lo ripetiamo, il problema non è Franco Colomba. Il problema è che a livello societario si naviga a vista, senza capire da che parte va la nave. Speriamo di uscire quantomeno dalla burrasca, restano 10 partite e ci servono 15-17 punti. Da conquistare insieme, con Colomba, con la squadra, con i tifosi. Se salta mezza componente, siamo fritti. Avanti. Difendiamo Treviso.
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