Gioco
Emerson faccia a faccia con i tifosi
Il capitano al rientro in difesa: «Abbiamo le possibilità per uscire dal tunnel»
LIVORNO. Il rientro di Emerson è stato da leader non solo in campo, dove ha guidato la difesa e dominato sulle palle alte, ma anche fuori. A fine partita, infatti, la delusione nel settore ospiti era altissima. E un ultrà si è rivolto proprio al brasiliano: «Vieni qui, vieni qui! Non si può andare avanti così!», ha urlato.
Emerson non si è tirato indietro, è andato a parlare con tutti i tifosi (12 in totale) e ha ascoltato le loro paure. Non una contestazione, quindi, ma un confronto civile e con un fine costruttivo. «L’impegno non manca, purtroppo è un periodo così – il succo del discorso del difensore amaranto – io darò il massimo per questa maglia, anche a costo di rompermi una gamba. Fidatevi di me, lotteremo tutti insieme fino alla fine».
Giornata no. Dopo aver parlato con i tifosi, Emerson ha raggiunto i compagni nello spogliatoio. E anche lì la delusione era tanta. «Il momento non è bello – ha detto il brasiliano in mixed zone – non vinciamo da un po’ di tempo e ora è arrivata un’altra sconfitta. Qui ci sono tanti giovani, che non si sono mai trovati in una situazione del genere. Ecco, sta a noi più esperti farli stare tranquilli. La partita? Sotto l’aspetto del gioco e delle occasioni, abbiamo fatto meno rispetto alle ultime settimane. Ma i valori ci sono e abbiamo tutte le possibilità per uscire da questo tunnel».
Per uomini veri. Emerson non giocava 90 minuti da 7 mesi, dalla sfida di Coppa Italia a Carpi (16 agosto dello scorso anno). Era rientrato a metà gennaio a Pescara, giocando però 120 secondi perché venne subito espulso. Insomma, ieri era quasi al debutto in questa stagione. E ora pensa già allo scontro diretto con la Pro Vercelli.
«Cercheremo di vincere per ritrovare fiducia e correre verso la salvezza – la sua chiusura – purtroppo adesso il 100% non basta, bisogna dare di più. D’altronde quando il gioco si fa duro, si vedono gli uomini veri. E noi dobbiamo dimostrare di esserlo. Basta con il bel gioco, le occasioni, la sfortuna… Ora conta solo fare punti». (g.t.)
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