Gioco
Tanti assenti e nessun alibi Trapani la prima di 11 finali
Gli amaranto arrivano contati in Sicilia, ma da oggi in poi è vietato sbagliare I padroni di casa sono in salute ma tra le mura amiche sono vulnerabili
LIVORNO. Riparte dalla Sicilia la lotta per la salvezza. Inizia a Trapani il minicampionato del Livorno. Undici giornate senza appello da affrontare a muso duro e nelle quali non deve esserci spazio per la paura che rallenta le sinapsi e blocca i muscoli. Prima o poi gli amaranto torneranno ad essere quelli di inizio stagione. Bastano tre-quattro vittorie per riprendere e seminare le dirette concorrenti. L’impresa è possibile ed è un dovere morale provarci a cominciare da questa sfida del “Provinciale” dove ritroveremo tanti ex e un avversario maledettamente in salute.
TRAPANI PERICOLOSO. I granata se la spassano nella parte sinistra della classifica. Forti del loro solido, ma mobile 3-5-2 nelle ultime cinque giornate hanno viaggiato a velocità siderale: oltre due punti di media per allacciata di scarpa. Non è un cingolato, quello guidato da Cosmi. Piuttosto il Trapani ricorda un nugolo di cavallette capaci di appoggiarsi sul pivot Petkovic attorno al quale gira come una trottola il bomber tascabile Citro. Conformazione fisica e tattica che fa dei granata una squadra da contropiede e non è un caso che tra le mura amiche non vincano dal 27 dicembre mentre nella versione da esportazione siano una sentenza: 4 vittorie nelle ultime 5 uscite.
LE ASSENZE. Andiamo a giocarci una cospicua fetta di salvezza senza metà difesa, mozzata nei suoi elementi esterni, gli squalificati Gasbarro e Antonini. Anche il centrocampo è decimato per via delle assenze di Luci e Schiavone, pure loro appiedati dal giudice sportivo. Tuttavia la conta degli indisponibili non deve diventare un alibi. Questa partita va vinta o almeno non persa e certe considerazioni diventano residuali dinanzi all’importanza della posta in palio.
IL FALSO NUEVE. Panucci sembra intenzionato a risparmiare – almeno dall’inizio – Vantaggiato che sta vivendo il momento più difficile della sua esperienza livornese. Il peso dell’attacco quindi con tutta probabilità sarà sulle spalle di Baez, centravanti atipico che dovrà trovare supporto e rifornimenti dalle scorribande di Vajushi e del ritrovato Fedato in un modulo elastico che richiederà all'albanese e all’ex blucerchiato anche un prezioso lavoro di ripiegamento sulla linea di centrocampo perché lì i padroni di casa potrebbero avere la superiorità e allora sai che noi. In altri termini serve una partita di lotta e di sacrificio: senza queste due componenti non si va da nessuna parte e non è possibile tenere fede al nostro mantra: difendiamo Treviso.
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