Il Tirreno

Livorno

Pielle-Libertas non è amarcord serve vincere

di Francesco Parducci
Pielle-Libertas non è amarcord serve vincere

La sfida di stasera al PalaModigliani arriva a 27 anni dall’ultima, in ballo la promozione

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LIVORNO. Ci siamo. Stasera sarà derby, il primo di campionato dopo 27 anni, il primo da allora con due punti (e che punti) in palio. E anche se nelle lodevoli intenzioni degli organizzatori dovrà essere prima di tutto una festa di sport con il torneino per i giovanissimi (2005) fra Don Bosco, Libertas e Pielle a precederlo, con la musica, gli stand di merchandising e quant'altro è anche chiaro che per i tifosi la serata "vera" comincerà solo alle 21,15 quando gli arbitri (speriamo che ne abbiano mandati di bravi) alzeranno la prima palla a due.

Derby o importante partita della seconda fase del campionato di serie C? Tutte e due le cose, ovviamente.

C'è il gusto della supremazia cittadina, ma c'è anche l'aritmetica che dice che in una fase così corta, appena 8 partite con quattro promozioni, mettere minimo altrettanti punti fra sé e la quinta farebbe dormire sonni (quasi) tranquilli seppure niente di compromesso ci sarebbe per gli sconfitti. Ma meglio mezza promozione certa stasera che una forse fra un mesetto.

Ovviamente ce ne sarà un altro di derby, giovedì 21 aprile, ma per allora molti giochi potrebbero essere già fatti e probabilmente ci sarà meno pressione. Pressione che, ha detto coach Pardini mercoledì sera nel corso di una trasmissione televisiva, dovrebbe essere più sulle spalle della Pielle, che perdendo potrebbe trovarsi a soli due punti di distanza Olimpia Firenze, a suo giudizio la squadra più forte di tutto il girone ancorchè finora un po' sotto alle attese. Vedremo.

La lettura della partita.

Che partita sarà? Difficile riandare con la memoria a quella di Coppa Italia di settembre, vinta dalla Libertas con un punteggio netto ma forse alla fine troppo penalizzante per una Pielle che bene o male era stata al comando per 30 minuti.

Non sarà lo stesso tipo di gioco: la Pielle allora aveva Biancani, il finalizzatore primo dell'attacco biancazzzurro che cominciò la partita "on fire" lanciando i suoi prima di smarrirsi contro la box and one che lo isolò dal gioco. Ora che lui non c'è più la squadra di Mori gioca un basket diverso, più corale, dove tutti toccano la palla.

Ma è diversa anche la Libertas, anche se gli uomini sono rimasti quelli. Dal girone di ritorno in poi la squadra di Pardini è andata crescendo sul piano della personalità (impressionanti i progressi di Forti e Picchianti), i passaggi a vuoto sono stati pochissimi e solo il disgraziato inizio di campionato e, ancora di più, la partita vinta sul campo ma persa a tavolino contro Lucca fa sì che ora i gialloblu non siano in fascia uno a giocarsi un posto per gli spareggi per la serie B, così com'era negli obiettivi prestagionali.

Il coach gialloblu dice di aspettarsi tanta zona, un'arma del resto che anche lui conosce assai bene e che usa con dovizia.

Le squadre.

Da un punto di vista tecnico, ammette anche il coach della Pielle Marco Mori, la Libertas ha qualcosa di più: intanto la coppia di lunghi Pastusena-Fabiani uno altissimo e l'altro alto e anche grosso che quando giocano accoppiati rendono il ferro praticamente inavvicinabile. Poi la panchina è più profonda nonostante i dubbi sulla presenza di Vallini che saranno sciolti solo all'ultimo momento. E infine c'è Nesti, l'uomo partita del derby di Coppa, capace di girare a favore della sua squadra qualsiasi incontro, una continuità impressionante di rendimento nell'arco del campionato.

Dal canto suo la Pielle ha meno centimetri, meno kili, ma un cuore enorme e un modo aggressivo di giocare e difendere che le ha permesso di arrivare là dove non era ipotizzabile.

Qualche acciacco per Bargelli (uno dei tanti ex), ma che alla fine stringendo i denti dovrebbe farcela. Probabilmente non giocherà a segnare un punto di più ma a subirne uno di meno, con la difesa aggressiva e il contropiede che ha fatto vittime anche illustri come Carrara, Agliana e Prato, ora tutte entrambe nel girone promozione.

Gli ex.

Una miriade. Marco Mori ha allenato la Libertas in C1. Capobianchi, Sidoti, Venditti, Bargelli, Dell'Agnello e Fantoni hanno vestito, chi più a lungo, chi di passaggio, la canotta gialloblu.

Di là Massoli è nato e cresciuto in Pielle, Walter Angiolini ci ha giocato e era destinato anzi anche a diventarne l'allenatore prima che qualcosa andasse storto.

I tifosi.

Quelli della Libertas sembrano aver ripreso vigore negli ultimi tempi, almeno a giudicare dall'affluenza in via Cecconi, dove ha fatto scomparsa anche uno striscione. Di gruppi organizzati ancora non si parla, ma chissà che il derby non sia l'occasione per un debutto.

Di quelli della Pielle è perfino inutile parlare: loro (intendendo lo zoccolo duro dei fedelissimi che hanno resistito anche alla Promozione, intesa questa come campionato di, ci sono sempre stati e ci saranno sempre, al di là della categoria.

Qualche sorpresa l'avranno preparata di sicuro...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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