Il Tirreno

Livorno

Premio ai «fedelissimi» Parente gratis allo stadio

di Fabrizio Pucci
Premio ai «fedelissimi» Parente gratis allo stadio

Spinelli e l’iniziativa per riempire l’Ardenza: «Poca gente, la squadra ne risente» Sul web l’ira dei tifosi: 6000 sono anche troppi... Ma c’è chi difende il patron

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LIVORNO. C'è un capitolo nuovo in questa snervante storia della lotta per non retrocedere in Lega Pro. L'ha scritto di suo pugno Aldo Spinelli che mezz'ora dopo Livorno-Entella ha chiamato in causa i tifosi : «Sono deluso – ha detto - perché sono venuti in appena cinquemila per sostenere la squadra in una partita fondamentale per la salvezza. Tutto questo nonostante gli appelli che si erano susseguiti in settimana. E' facile fare il pienone quando si lotta per la serie A, ma il loro contributo è decisivo anche quando l'obiettivo è un altro. Chi è venuto contro la Virtus, nella prossima partita casalinga potrà portare un familiare gratis». E' una buona idea anche perché il prossimo avversario all'Ardenza si chiama Pro Vercelli e quello sarà uno spareggio. Le parole del patron – come previsto – hanno avuto l'effetto del sasso lanciato nello stagno e ieri i social e il blog de 'Il Tirreno' erano in ebollizione con la spaccatura tra le fazioni pro e contro Spinelli ancora più marcata.

GLI INDIGNATI. Non sono mancate le stilettate all'indirizzo del proprietario della società: “Certo che Spinelli ha una bella faccia – scrive sul blog Davide 72 – perché il primo a scappare e a non venir più allo stadio è stato proprio lui dopo la partita con il Como. Il proprietario residente che si lamenta delle presenze allo stadio èfuori dal mondo...che sia anche colpa sua no”? Conciso ed efficare il commento di Mirco: “6000 per questa squadra e questo presidente sono tanti”. I PACATI. Tra i tanti detrattori di Spinelli c'è comunque qualcuno che questa volta si sente di condividere il pensiero del patron. Igor è uno di questi e verga il blog con tre righe di amore per il Livorno: “Spinelli sarà quel che sarà, ma per le presenze di sabato ha ragione da vendere. La B è nostra e va difesa. Venite allo stadio!!!”. Sulla stessa lunghezza d'onda si assesta Alelivorno: “Se il discorso si limitasse a Spinelli allo stadio non dovrebbe andarci nessuno – scrive - ma la questione è un'altra: io rimango perché c'è da difendere un qualcosa di nostro e non il "giochino per far soldi" del presidente”.

LA SINTESI. In mezzo a questo bailamme c'è da lottare per salvare la categoria e le chances di rimanere in serie B possono aumentare in modo sensibile se la tifoseria ha un atteggiamento positivo nei confronti di squadra e società. La critica gratuita non è funzionale al raggiungimento dell'obiettivo ed è presto spiegato il motivo. Conosciamo Spinelli dal 1999 come un parente con tutti i pregi e i difetti. Al momento è esercizio sterile e dannoso accapigliarsi sul giudizio da esprimere sull'ex presidente. Questo sarà materiale per gli storici. C'è da dire che questo campionato rischia di finire nel cassonetto per tutta una serie di errori di valutazione commessi proprio da Spinelli, primo su tutti l'esonero di Panucci e l'avvento di Mutti che ha ingessato la squadra per due mesi. Un'autorete che lui per primo – in quanto uomo di calcio con una trentennale esperienza – sa di aver fatto. Ora però è arrivato il momento di mettere da parte diatribe e polemiche. La serie B va salvata in ogni modo. E' vero che il presidente ha lasciato la squadra la sera della partita con il Como e l'ha ritrovata solo sabato.

Ma intanto è tornato e la stessa cosa dovrebbero fare quanti non mettono più piede allo stadio da tempo perché stufi di una conduzione societaria incapace di generare entusiasmo, di fare proseliti e fin troppo parsimoniosa in sede di calciomercato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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