Gioco
Incontro Spinelli-Panucci Ora serve una società viva
Summit ieri pomeriggio a Genova, il primo faccia a faccia dopo l’esonero Ma per salvarsi c’è bisogno di un presidente che alzi la voce, il silenzio non paga
LIVORNO. Ti aprono il cuore gli appelli sui social: tutti allo stadio, uniamoci, insieme per la maglia, difendiamo Treviso. Bello, bellissimo, dimostra che c’è la voglia di combattere e di vincere questa dura battaglia.
Ma c’è un problema. In questo contesto di ritrovata compattezza, manca un anello fondamentale: la società. Spinelli si è dimesso il 26 gennaio, da allora sono passati 42 giorni e non è stata fatta mezza riunione per dare un nuovo organigramma alla società. In questo arco di tempo il presidente (o ex presidente) ha fatto solo qualche fugace apparizione. No, non può bastare. Spinelli deve scendere in campo, riprendere il timone, far capire in Lega che il Livorno Calcio è una società presente. Non una società che naviga a vista e il cui destino non interessa a nessuno.
Ieri c’è stato un incontro a Genova tra Spinelli e Panucci. Una buona iniziativa, perché Panucci deve avere le spalle coperte e deve sapere che dietro a lui c’è una società. Ceravolo e Armenia fanno il massimo ma da soli non possono bastare.
Ecco perché diciamo che Spinelli deve tornare in trincea. Poi a giugno si faranno tutte le analisi, i conti, e bisognerà parlare una volta per tutte di futuro. Ma ora c’è il presente, c’è una salvezza da conquistare
Avere una società sana non significa solo pagare gli stipendi a fine mese ai dipendenti (su questo, da sempre, tanto di cappello a Spinelli), ma vuol dire darle un’anima, una logica, un progetto. Vuol dire soprattutto sostenerla nei momenti di difficoltà. Come adesso Ma voi pensate che oggi il Livorno abbia lo stesso occhio di riguardo che ha la Salernitana di Lotito? Via, poi ci chiediamo perché non ci danno mai un rigore...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
