Toscana
Basket, Lucarelli dopo la squalifica per doping: "Ho sbagliato, ora nasco di nuovo"
Livorno, il gioiellino della CFG e della nazionale rientra dopo il lungo stop: «Ero dentro un incubo, credo di aver pagato a caro prezzo»
LIVORNO. Stare lontani – anche solo per un minuto – dallo sport che si ama non è semplice per nessuno, figuriamoci 134 giorni (18 turni, il 1° novembre vs. Monsummano l’ultima apparizione…) per una maledetta vicenda legata al doping a seguito di un controllo effettuato il 10 ottobre scorso (squalifica ridotta da 5 a quattro mesi dal Tna); diciotto weekend in borghese senza poter tendere la mano ai compagni, peraltro in una stagione in cui il talento di Jacopo Lucarelli avrebbe fatto comodo, eccome, alla CFG Livorno. Ma finalmente l’incubo è giunto al capolinea, e domenica 13 marzo il talento in maglia numero 13 tornerà a disposizione di coach Quilici per cercar di mettere i bastoni tra le ruote alla Bakery Piacenza e andare alla caccia della miglior posizione possibile (nel recupero, Bottegone +1 vs. Valsesia).
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Jacopo Lucarelli, perché? Che cosa è successo?
«Gli errori si pagano, spesso e volentieri a caro prezzo. Ho sbagliato. Ma è proprio grazie agli errori che poi si cresce e si matura. Oggi andrebbe tutto in maniera diversa».
Un’esperienza del genere quanto l’ha fortificata dal punto di vista umano? E sotto l’aspetto prettamente sportivo?
«Non saprei, davvero. Descrivere a parole ciò che ho vissuto non è affatto facile. Vorrei dire tante cose, ma poi non ci riesco. Preferisco far parlare il campo tra sei pochi giorni, tra l’altro in una partita difficilissima per noi».
Durante questi lunghi mesi, chi le è stato vicino?
«Famiglia e fidanzata in primis, senza dimenticare gli amici e la società (Pallacanestro Don Bosco, ndr)».
In questi mesi si è comunque allenato, ma poi ogni domenica poi era costretto a fare il tifo dal parterre…
«Non ho mai smesso, ogni singolo giorno mi sono allacciato le scarpe e cercato di dare il mio contributo in palestra; inizialmente allenarsi e non raccoglierne i frutti nel weekend era veramente snervante, ma poi ci ho fatto l’abitudine. Me ne sono fatto una ragione».
E adesso fisicamente, e soprattutto mentalmente, è a posto?
«Sto bene, ma non al cento per cento. Naturalmente manca un po’ di ritmo partita e, infatti, nell’amichevole vs. Monsummano di qualche giorno fa la stanchezza si è fatta sentire prima del previsto».
Voglia di riassaggiare il parquet da 1 a 10?
«Direi 11. Non vedo l’ora di essere a domenica, ma soprattutto di giocare queste ultime 6 gare di regular season».
Nel frattempo la situazione si è fatta abbastanza critica: il Don Bosco si salverà?
«Non dipende solo da noi, ma anche dai risultati di Faenza e Rimini. Nel caso in cui la salvezza dovesse passare dai playout, sarà importante assicurarsi il vantaggio del fattore campo».
Azzurro Under 20 al Mondiale 2015, tra i migliori ’96 in Italia, si sente pronto per un’avventura altrove?
«Decisamente sì, però ora è il momento di concentrare tutte le energie fisiche e mentali sulla CFG. Al futuro penseremo successivamente…».
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