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Livorno

Mazzei, l’allenatore che ha un vizietto: giocare a calcio...

A Montignoso il tecnico è anche un centrocampista di livello «Dal campo vedo la partita meglio che dalla panchina...»

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Due squadre che arrivavano all'appuntamento con umori diametralmente opposti: il Montignoso reduce da due sconfitte e non vinceva dal 2015, per il Monsummano otto vittorie negli ultimi dieci incontri, lanciato sulle ali dell'entusiasmo nell'impresa di vincere il campionato e battere l'agguerrita concorrente Vorno. Alla fine l'incontro premiava gli ospiti termali impostisi per 2-0, mentre il Montignoso di mister Mazzei deve ancora aspettare per mettere in cassaforte la salvezza. Al quarto anno sulla panchina dei massesi, o meglio in campo visto che il mister, a 40 anni non è ancora riuscito ad appendere le scarpette al chiodo ma si barcamena tra le indicazioni ai compagni e il ruolo di centrocampista o difensore, a seconda del bisogno, in mezzo al campo. «Non è facile perché i ventenni hanno più fiato - ci scherza su Mazzei - ogni anno mi dico che è l'ultimo, forse questa è la volta buona, chissà».

Un ruolo non facile da coprire, specie con l'assenza del secondo a sostegno in panchina: «Il problema è la lucidità, perché in campo hai una visione diversa rispetto a fuori, è vero che il gruppo storico della squadra c'è ormai da quando ho iniziato ad allenare, però devi sempre lavorare sui rapporti personali con i giocatori che sono i tuoi compagni di squadra, ma tu sei l'allenatore e ti devono obbedire». Una carriera lunga, dalla C1 alla prima categoria per Simone Mazzei: Massa, Calenzano, Agliana, Montevarchi, tante esperienze e tanti bei ricordi ma forse uno che spicca più di tutti: «Stagione '97-'98, a Massa, ci giocavamo i play-out contro il Ponsacco e segnai: purtroppo fu un gol inutile perché fummo retrocessi per illecito sportivo».

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di Redazione web