Il Tirreno

Livorno

La Lucchese sprofonda e Baldini lascia

di Luca Tronchetti
La Lucchese sprofonda e Baldini lascia

I rossoneri con l’uomo in più rischiano di perdere con il Santarcangelo e a fine partita l’allenatore rimette il mandato

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. La Lucchese piomba nel caos al triplice fischio finale. Una squadra senza gioco, senza idee, senza nerbo, che tira in porta solo una volta (punizione vincente di Pozzebon) subisce il gol del pari da un Santarcangelo (imbattuto nelle sfide con i rossoneri) ridotto in 10 per oltre mezz’ora e che rischia pure di vincere nel convulso finale. Anche i pochi fedelissimi rimasti alla fine fischiano la squadra e la società e, ciliegina sulla torta della Caporetto rossonera, dopo una lunga attesa in sala stampa (45’) arriva il tecnico Baldini e annuncia le sue dimissioni (pronunciando per la prima volta nella stagione la parola «salvezza») in seguito ad una colluttazione con l’allenatore dei portieri Enzo Maurizio Biato che rimanda le accuse al mittente e pure lui si dimette.

Dov’è la dirigenza. E in questo film dell’orrore non c’è uno straccio di dirigente (Giovanni Galli era squalificato, ma la sua assenza si è notata) che si presenta ai cronisti. Nemmeno il presidente Andrea Bacci che riparte per Firenze e probabilmente in queste ore ha altro a cui pensare. Insomma ce n’è abbastanza per intuire che la Lucchese, nel girone più scarso della Lega Pro e con numerose formazioni penalizzate, rischia di finire ai playout visto che nell’eventuale ipotesi di classifica avulsa i rossoneri perdono con Prato, Pistoiese e Santarcangelo (stamani probabilmente riavrà due punti). E, con questa squadra decisamente scarsa e forse la peggiore degli ultimi 18 anni, la retrocessione non è un miraggio. Urgono rimedi drastici e convincenti.

Lopez o Galderisi. Perché il «pastrocchio» dell’esonero di Lopez ha fruttato un punto in due partite e di quei 50 tiri in porta chiesti dal patron neanche l’ombra. Anzi la squadra è parsa involuta senza la minima certezza e scollegata nei reparti. Cosa accadrà adesso? Se Baldini non ritirerà le dimissioni si andrà su un altro tecnico: il ritorno di Lopez o quello di Galderisi? In entrambi i casi però la conditio si ne qua non» è il «demansionamento» del direttore generale Galli e dei suoi pretoriani (Bertacchini in primis). Altrimenti se il presidente ribadirà ancora una volta la fiducia a Galli - che ha costruito una squadra capace a 9 turni dalla fine di far peggio rispetto a quella della scorsa stagione costata la metà - potrebbe essere un’idea affidare la conduzione tecnica all’ex portiere (ha il patentino di Prima categoria e può allenare in A) con il supporto di Luciano Mularoni in panchina. Una soluzione a costo zero che non pensiamo piaccia ai tifosi.

La partita. Dimenticavamo. C’è stata anche la partita. La Lucchese nel primo tempo ha tirato una volta in porta al 16’. Punizione a giro di Pozzebon dal limite e palla nell’angolo più lontano da Nardi. Ma è bene essere chiari: a menare le danze era stato il Santarcangelo decisamente più manovriero e che aveva sfiorato il gol in tre circostanze con Maini capace di salvare sulla linea a portiere battuto. Nella ripresa Mingazzini e compagni sono andati anche peggio. Il nulla assoluto. Quando l’ex Mori (decisamente nervoso) si è fatto espellere per somma di ammonizioni anche il più incallito dei pessimisti ha tirato un respiro di sollievo. Invece i rossoneri terrorizzati hanno rinculato pericolosamente e su un errore di posizionamento della difesa Ilari ha trovato il corridoio giusto per infilare Mengoni. E alla fine bordate di fischi per tutti. Sic transit gloria mundi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web