Gioco
Basket, un consorzio tra Don Bosco, Pielle e Libertas per tornare in Serie A
Livorno, le tre società pronte a condividere la prima squadra mantenendo le diverse identità nei settori giovanili, al tavolo anche il presidente del PalaModì
LIVORNO. Per l’amore degli dei del basket, non chiamatela fusione. Sì, perché solo pronunciare quel sostantivo femminile in città, per di più in una frase di senso compiuto in cui compaia nelle vicinanze anche il termine pallacanestro, può avere in addetti ai lavori e appassionati, effetti peggiori della maledizione di Montezuma.
Ecco allora che la nuova parola magica per cercare di riportare Livorno - basket city negli anni Ottanta - nella pallacanestro che conta e far sognare i tifosi, si chiama consorzio.
È questo il progetto top secret al quale stanno lavorando da qualche settimana il sindaco Filippo Nogarin, i dirigenti di tre delle principali società cittadine (Don Bosco, Pielle e Libertas) e il presidente del PalaModì Riccardo Rossato.
L’idea, a distanza di ormai dieci anni dall’ultima stagione in serie A alla quale ha partecipato Basket Livorno prima di scomparire sepolta dai debiti, è quella di creare un’ unica prima squadra nella quale far confluire i migliori giocatori delle tre società e mettendo a disposizione della causa anche strutture e dirigenti.
In quello che è ancora un progetto in divenire Don Bosco, Pielle e Libertas, rinuncerebbero così alla partecipazione ai rispettivi campionati senior, concentrandosi proprio sulla nuova società. Dunque addio a rivalità, invidie, orti e orticelli che hanno governato il mondo della pallacanestro nostrana negli ultimi anni, per puntare a qualcosa di più grande. Ogni società, è questa l’altra faccia del patto che si sta stringendo, manterrà la propria identità e di conseguenza autonomia nei diversi settori giovanili.
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La serie dalla quale ripartirebbe la squadra - conferma chi sta lavorando all’idea - sarebbe quella in cui oggi milita il Don Bosco, dunque la serie B. Ma se in questi ultimi due anni la società rossoblù ha partecipato al campionato cercando di valorizzare i propri giovani senza grosse ambizioni, l’idea è quella di mettere in piedi un rooster capace di puntare almeno ai playoff e nel giro di due anni provare a fare il salto e tornare in serie A.
Questa è la speranza. Ma è ovvio che affinché questo percorso si concretizzi servano ancora molti passi avanti.
«Il progetto - spiega uno dei dirigenti coinvolti - c’è, ci siamo trovati due volte intorno a un tavolo trovando la disponibilità per lavorare insieme in una unica direzione, ma di lavoro da fare c’è n’è ancora molto». Il prossimo appuntamento è fissato per i primi di maggio, quando tutte le parti si ritroveranno di nuovo intorno allo stesso tavolo per dare sostanza e scadenze al progetto.
Intanto sognare non costa niente. E allora smettiamo di vivere di ricordi e chiudiamo gli occhi, immaginiamo il PalaModì pieno, musica, pop corn, e cinque maglie amaranto che vanno a canestro.
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