Il Tirreno

Livorno

«Tre anni e 30 milioni per far rinascere il Picchi»

di Gianni Tacchi
«Tre anni e 30 milioni per far rinascere il Picchi»

Incontro in prefettura sul futuro dello stadio, Nogarin illustra il progetto che dovrà essere finanziato da privati: il modello è quello dell’Udinese

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LIVORNO. Il presente: «Adesso la priorità è quella di permettere allo stadio di essere a norma per la prossima stagione. I lavori più grossi sono già stati fatti, bisogna solo sistemare alcune cose e presentare una documentazione precisa». Il futuro: «Sono in contatto con un gruppo di finanziatori interessati a ristrutturare l’Armando Picchi, che sarebbe il centro della Cittadella dello sport. Il progetto è simile a quello del nuovo Friuli di Udine, un impianto coperto, senza pista d’atletica e con circa 20mila posti. Il costo? 30 milioni di euro».

Ecco il quadro, finalmente. Il sindaco Filippo Nogarin l’ha esposto dopo l’incontro di ieri mattina, in Prefettura, con tutte le parti in gioco. C’erano infatti Andrea Abodi, presidente della Lega di Serie B, il patron Aldo Spinelli (arrivato in ritardo con Silvano Siri), il d.g. amaranto Paolo Armenia, il prefetto Tiziana Costantino e il questore Orazio D’Anna. Senza dimenticare i tecnici del Comune e l'ex arbitro Carlo Longhi, membro dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, figure chiave per capire i problemi dell'impianto.

IL COMUNE PER IL PRESENTE. «È stata una riunione importante – ha detto Nogarin – inizialmente abbiamo parlato delle condizione attuali del Picchi, c’è stato uno scambio di opinioni e abbiamo preso atto di un percorso preciso, che comunque avevamo già iniziato. Dobbiamo mettere lo stadio in condizioni tali da poter ricevere la certificazione per il prossimo campionato: gli interventi di contenimento richiedono cifre importanti, ma sono già stati messi nel bilancio». Ed è questo aspetto che attira l’attenzione di Spinelli. «Sì – la risposta del patron amaranto – ho chiesto garanzie sugli interventi da fare in vista della stagione 2016/2017, perché il Livorno deve giocare a Livorno. Ed è la cosa che mi interessa di più».

I PRIVATI PER IL FUTURO. La ristrutturazione da 30 milioni è un progetto affascinante, ma richiede un mega- investimento da parte di privati. «Alcune persone ci stanno pensando – ha sottolineato Nogarin – servono comunque tre anni per una cosa del genere: uno per la progettazione e i relativi permessi, due invece per i lavori, che quindi partirebbero a metà 2017. Gli interventi sarebbero divisi in lotti funzionali, quindi senza inficiare la fruibilità del campo. Tutto tranne la tribuna centrale, che non si può abbattere per i vincoli architettonici, verrebbe demolito e ricostruito». Giù quindi la gradinata e le due curve, col terreno di gioco che verrebbe abbassato, il tutto su uno stadio praticamente nuovo.

«La soddisfazione per questo incontro c’è – il commento di Abodi – ma quella vera la misureremo nel tempo, anche se ho grande fiducia in queste persone. Noi vogliamo stadi umani, oggi anche il decoro è fondamentale: penso al comfort, ai servizi igienici, alle tecnologie. Stiamo lavorando per lasciare una situazione migliore rispetto al passato, una situazione dignitosa per i tifosi. E speriamo di inserire anche la città di Livorno in questo quadro».

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