Il Tirreno

Livorno

Cuore e rabbia: il Livorno resiste in 10

di Alessandro Bernini

Ottimo pareggio contro il Crotone. Luci espulso dopo 20’ ma la squadra amaranto lotta ed esce tra gli applausi

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LIVORNO. In 10 contro 11 per oltre 70 minuti, contro una squadra che sta andando spedita in serie A, contro tutto e tutti. Ma ce l'abbiamo fatta. È un punto d'oro quello conquistato col Crotone, perché strappato coi denti, perché sofferto e perché ha dimostrato che il Livorno è vivo come avevamo capito ad Avellino. L'abbraccio sotto la curva, coi 6000 in piedi ad applaudire, sono la fotografia più bella della serata. Da qui bisogna ripartire per conquistare la salvezza.

FUORI L’ORGOGLIO. Lo 0-0 è giusto, perché il Crotone avrà anche provato a vincere ma alla resa dei conti quante parate ha fatto Pinsoglio? Rimasto in 10 al 20’, il Livorno questa partita non poteva più vincerla. O la pareggiava o (più probabile) la perdeva.

Ma il Livorno con orgoglio, cuore e anche saggezza tattica, ha retto benissimo. Se avessimo giocato con questa grinta le nove partite con Mutti in panchina, ora sarebbe tutta un’altra storia. Ma lasciamo stare e prendiamoci un punto meritato e che vale tanto, anche alla luce degli altri risultati, quasi perfetti per noi.

IL ROSSO A LUCI. Partita condizionata in modo allucinante dall'espulsione del capitano Luci dopo 20'. Luci entra male su Martella, la gamba è alta e si va a stampare sulla spalla del centrocampista del Crotone. Però non ci sembra ci sia cattiveria, anche se Luci sbaglia ad affondare. Va detto che tante volte in questi casi abbiamo visto tirar fuori il giallo, figuriamoci in una partita che era appena al 20' e nella quale non c'era ancora stato mezzo fallo.

Al di là di questo episodio, è stato irritante anche quello che è successo dopo. Abbiamo contato almeno 5 punizioni clamorose a centrocampo a favore del Livorno non fischiate, tra l'altro sotto gli occhi del quarto uomo che sembrava una statua del museo delle cere. Falli di gioco per carità, non da cartellini, ma talmente evidenti a occhio nudo che non si capisce come sia stato possibile non fischiarli.

VANTAGGIATO E IL MODULO. Panucci ha sorpreso un po' tutti con la formazione iniziale, lasciando fuori Vantaggiato. Uno pensa: fuori Vantaggiato, giocherà Comi. Macchè. Il Livorno è andato a sfidare il Crotone senza una prima punta, con Vajushi e Baez davanti e Jelenic trequartista. Un 4-3-1-2 che chiaramente si è sbriciolato dopo 20' quando Luci è stato espulso.

Panucci (pure lui espulso per proteste dopo il rosso a Luci) non ha comunque dovuto fare cambi perché è bastato arretrare Jelenic a centrocampo per passare all'inevitabile 4-3-2. E nel primo tempo il Livorno ha tenuto davvero bene, solido dietro nonostante l'inferiorità numerica.

A TESTA ALTA. Il Crotone ha guadagnato metri nel secondo tempo, e non poteva essere diversamente. Perché questa è una squadra che gioca e non conosce pause. Quando dopo appena 100 secondi Stoian ha costretto Pinsoglio a un mezzo miracolo, l'ansia è aumentata non di poco. E come faremo ora ad arrivare al 90'?

Invece il Livorno con una organizzazione tattica e tanto animo, si è sistemato in campo con ordine e non ha mollato un centimetro. Cazzola al 15' ha anche avuto una palla buona ma il suo tiro da posizione ravvicinata è stato troppo morbido. Poi, dopo poco è stato Ricci a provarci con un bel colpo di testa sul quale però è stato bravo ancora Pinsoglio. Lampi, ma non abbiamo davvero mai sofferto. Grazie anche a un’ottima condizione fisica.

Prendiamo il punto e pensiamo al Modena. Avanti con l’operazione “difendiamo Treviso”.

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