Gioco
La CFG costretta a fare i calcoli
Serie B. Salvezza diretta lontana (8 punti), servono vittorie per andare ai playout da buona posizione
LIVORNO. Di questo passo, si mette male. La classifica non lascia scampo, e da qua alla fine rimangono in ballo appena 12 punti. Che la CFG Livorno non se la passi affatto bene è sotto gli occhi di tutti, ma facciamo training autogeno e proviamo comunque a vedere il bicchiere mezzo pieno.
Del resto il pessimismo e la negatività non hanno mai portato da nessuna parte e nell'ipotesi (probabile...) di giocarsi la salvezza ai playout, la testa sgombra e il fattore campo potrebbero recitare un ruolo a dir poco fondamentale.
Fiducia cercasi. Da che mondo e mondo vincere aiuta a vincere, ma nonostante i 2 punti (scontati) raccolti contro Trecate il Don Bosco è caduto a Borgosesia per la settima volta in 8 settimane (80-61),
«Il punteggio è un po' troppo severo - precisa coach Quilici - nel primo e terzo quarto siamo stati discreti, tenendo botta in casa di una Gessi in splendida forma; peccato per un paio di canestri da 3 punti subiti da 10 metri e con l'uomo in faccia che hanno consegnato l'inerzia nelle mani di Valsesia, complici anche alcuni nostri peccati di gioventù e inesperienza».
Sei battaglie. Tuttavia il Don Bosco ha il dovere di porsi un paio di obiettivi: il primo - quasi impossibile - di evitare gli spareggi, e il secondo - decisamente il più importante - di salvaguardare il patrimonio Serie B (il regolamento prevede 3 retrocessioni, una diretta e due ai playout...).
E purtroppo, oggi, la zona franca dista 8 lunghezze (Oleggio quota 22, poi Faenza a 20 e Livorno 14), davvero tante: «I risultati provenienti dagli altri campi incideranno eccome, ma non devono trasformarsi un'ossessione; vincere quante più partite possibili è il nostro traguardo a brevissimo termine, poi vedremo alla fine della corsa. E in caso di playout ci faremo trovare pronti. Questo è poco ma sicuro...», assicura il coach della CFG Livorno.
Finalmente Lucarelli. Intendiamoci, domenica non si gioca e guai pensare che il recupero di Jacopo - in campo dal 13 marzo vs. la Bakery Piacenza - possa risolvere il vortice delle incertezze. Mica è Steph Curry, con tutto il rispetto. Senza dubbio potrà dare una bella mano specie sotto l'aspetto fisico, meglio sarebbe un vaccino di serenità per andare alla ricerca di un miracolo (salvezza diretta), altrimenti sedersi al tavolo dei playout con la sete e l'orgoglio di mantenere la categoria. Ricchezza della città.
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