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Un marziano tra noi Curry, dodici triple e la perla da 10 metri

Un marziano tra noi Curry, dodici triple e la perla da 10 metri

Impresa del play di Golden State: con 6 decimi da giocare infila il tiro della vittoria su Oklahoma ed eguaglia il record

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NEW YORK. Con una tripla sparata da oltre 9 metri a sei decimi dalla sirena dell’overtime, Stephen Curry affonda i Thunder e regala a Golden State l’ennesima perla della stagione: 121-118 il finale. I campioni in carica centrano così la vittoria numero 53 su 58 partite di regular season e diventano la prima squadra dal 1988 (allora furono i Los Angeles Lakers) a qualificarsi per i play-off già alla fine di febbraio. Curry ha chiuso con 46 punti e la tripla della vittoria è stata la dodicesima della sua partita, eguagliando il record di tiri da tre in una singola gara detenuto da Kobe Bryant. Migliorati anche altri due primati: quello delle triple in una stagione, toccando quota 288, e quello di gare consecutive con almeno un tiro da tre a canestro: ben 129.

Qualsiasi giocatore, con la palla in mano a 9,75 metri dal canestro, il cronometro del supplementare agli sgoccioli ma non ancora nel momento della disperazione, avrebbe pensato a come impostare l'azione. Ma Steph Curry è qualcosa di mai visto prima nella storia del basket. «Ho visto che non si posizionavano in difesa, e a me i tiri stavano entrando. Così ho tirato», le due parole. Come se fosse la cosa più normale del mondo, il nuovo fenomeno della Nba infila da quasi 10 metri la tripla che regala a Golden State il 121-118 dopo un supplementare in casa di Oklahoma City. Una partita spettacolare, che i Warriors hanno condotto per appena 29", messi alle corde dalle magie dello straordinario Kevin Durant (37 punti, uscito però per falli ad inizio supplementare) e contenuti dalla difesa dei Thunder, quasi all'altezza di una squadra da titolo. Golden State soffre come il suo mvp, che ad inizio terzo quarto si infortuna alla caviglia sinistra: torna poco dopo, per riscrivere a modo suo la storia NBA. 46 punti con 12 triple a bersaglio (su 16 tentate), record in una singola partita eguagliato. Fanno 288 tiri da tre in stagione: record, stabilito da lui stesso lo scorso anno, polverizzato con 24 gare d'anticipo. E i Warriors, che ora viaggiano con 53 vinte e 5 perse, sono già matematicamente ai playoff, i più veloci di sempre a conquistare la postseason. Ma i Warriors non sono solo Curry - che tra l’altro è rimasto fuori per metà del terzo quarto per un problema alla caviglia - visto che al successo su Oklahoma City contribuiscono anche Thompson (32 punti) e Green (2 punti ma 14 rimbalzi e altrettanti assist). Fra i Thunder 37 punti di Durant, 26 punti e 13 assist di Westbrook, 15 punti e 20 rimbalzi di Ibaka. Sulla scia di Golden State resta San Antonio, che fa suo il derby texano con Houston per 104-94: 50 successo stagionale a fronte di appena 9 sconfitte con 27 punti di Leonard e 26 di Aldridge. Restando a Ovest, battuta d’arresto per Memphis, superata 111-106 da Phoenix (22 punti e 16 rimbalzi di Len) che interrompe così una striscia negativa che durava da 13 gare tornando a vincere dopo 34 giorni di astinenza. A Est Boston sale al terzo posto grazie al successo nello scontro diretto con Miami per 101-89, decisivo Marcus Smart con 15 punti e 6 rimbalzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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