Il Tirreno

Livorno

Dentro la tana dei Lupi per non farsi sbranare

di Alessandro Bernini
Dentro la tana dei Lupi per non farsi sbranare

Trasferta delicata per il Livorno che ha bisogno almeno di un pareggio Panucci deve rinunciare a Jelenic, pronto Biagianti per dare sostanza in mezzo

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LIVORNO. Sole e grandine. Tempo pazzo, ma non tempo da Lupi. Neanche oggi al Partenio dovrò essere tempo da Lupi, perché qui c’è bisogno di punti ed è inutile guardare se il tuo avversario è sopra di pochi o tanti punti.

Sarà dura, questo è chiaro. Perché ormai la stagione del Livorno è in salita e non abbiamo più cartucce da sprecare. Oltretutto l’Avellino negli ultimi tempi è stato anche indigesto: abbiamo ancora negli occhi la festa del Centenario che ci rovinarono. Triste presagio di un Centenario che avrebbe regalato ben poche gioie sportive ai tifosi amaranto.

Bisogna essere onesti e ammettere che oggi andiamo ad affrontare un Avellino mutilato. Perché a loro mancherà il miglior giocatore, ovvero quel Gigi Castaldo che (a nostro parere) meritava una carriera migliore. Con lui l’attacco dei Lupi gira cento volte meglio ed è un’assenza che andrà sfruttata. Sarà della partita invece il portiere titolare Frattali, che fino a ieri sera sembrava destinato ai box, ma l’allenatore Tesser ha dichiarato che riuscirà a recuperarlo.

E il Livorno? Panucci deve rinunciare a Jelenic (squalificato) e al suo posto rilancia Biagianti che può dare un pizzico più di sostanza in mezzo al campo, dove agiranno anche Luci e Schiavone. Panucci ha provato diverse soluzioni ma alla fine il tridente sembra l’idea più affidabile (gli scatti di Vajushi potrebbero far male alla difesa dell’Avellino), mentre in difesa sulla fascia sinistra Gasbarro e Lambrughi si giocano una maglia.

Chi ha una voglia matta di sfondare la rete è Daniele Vantaggiato, “malato” di gol, uno al quale manca l’aria se non segna per 2-3 settimane. È carico, a inizio stagione con Panucci ha tirato fuori il meglio di se e oggi vuole lasciare il segno: anche perché l’Avellino ha il quarto miglior attacco del campionato ma anche la terz’ultima difesa (38 reti subite, più del Livorno che è a quota 37).

Ecco perché Panucci vuole solidità, compattezza tra i reparti, capacità di restare corti, ma vuole soprattutto un Livorno che scenda in campo per giocare a calcio. Senza paura. Non come successo a Spezia, quando l’ansia e il timore di prendere gol, finirono per auto-distruggerci.

Forza ragazzi, proviamoci. Fino all’ultimo. Senza paura di andare in battaglia, anche perché da ora in poi saranno tutte battaglie. Tutte finali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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