Sicurezza
la SVOLTA
LIVORNO. E vissero. Sul “felici e contenti” non possiamo garantire, magari ne riparliamo fra un po’. Ma intanto “vissero” e in questo momento è la cosa più importante. Oggi Christian Panucci sarà...
LIVORNO. E vissero. Sul “felici e contenti” non possiamo garantire, magari ne riparliamo fra un po’. Ma intanto “vissero” e in questo momento è la cosa più importante.
Oggi Christian Panucci sarà regolarmente al suo posto a dirigere l’allenamento della squadra, i grossi nuvoloni che si erano addensati sul cielo adesso si sono diradati. Riponiamo l’ombrello e aspettiamo il sole.
PARLA PANUCCI. Quello che è successo sabato a fine partita, lo conoscete, lo avete letto. Il tecnico che discute con Moscati, il ds Ceravolo che entra nello spogliatoio e si inserisce, Panucci che si incavola di brutto e se ne va sgommando con la sua auto da piazzale Montello.
Ieri il passo indietro per farne due avanti. Come era giusto che fosse, per il bene del Livorno. «Torno al campo - ci ha detto Panucci - perché salvare il Livorno è la mia missione, perché ho lasciato una squadra nei playoff, l’ho ripresa in zona retrocessione e ora voglio risollevarla di nuovo. Torno al campo perché ci tengo a questi ragazzi e perché sono convinto che ce la faremo a conquistare la salvezza».
Ma... C’è un “ma” che aleggia e che Panucci sforna caldo dopo aver spiegato perché torna. «Ognuno deve rispettare i propri ruoli, senza invasioni di campo. Io ho massimo rispetto per il lavoro degli altri all’interno della società, altrettanto rispetto venga dato a me». Un sms che appare diretto al direttore sportivo Ceravolo, visto che tra Panucci e Armenia i rapporti sono buoni.
IL LUNGO SILENZIO. Queste parole sono arrivate in tarda mattinata, a distruggere un quadro che sembrava critico. Perché in precedenza non c’era stato nessun contatto tra Panucci e dirigenti. Una situazione di stallo che lasciava molti dubbi, troppi.
Col senno di poi, questo silenzio ha fatto bene a tutti. Ed è stato molto bravo Armenia a gestire la situazione evitando passi affrettati o forzature che avrebbero fatto solo danni.
UNICO OBIETTIVO. Insomma, si riparte insieme. E va bene così, una rottura con Panucci sarebbe stato un trauma dal quale difficilmente il Livorno si sarebbe ripreso, per mille ragioni, tecniche e di ambiente.
Parliamoci chiaro, la possibilità di raggiungere la salvezza passano da tre requisiti: 1) la presenza di Panucci, 2) la compattezza tecnico-squadra-società, 3) la presenza di un ambiente esterno (a partire dai tifosi) che spinge nella solita direzione. Se salta una di queste componenti, se ne disintegra in automatico almeno una delle altre due. E il Livorno non può permetterselo.
Panucci e Ceravolo sono adulti e vaccinati, uomini di calcio. Stamani ci sarà un chiarimento, un faccia a faccia che dovrà portare a una stretta di mano. Il che non significa fare le prossime vacanze insieme, ma lavorare a fianco per un unico obiettivo. Si può fare, si deve fare.
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