Il Tirreno

Livorno

«Franco per me era come un fratello»

di Stefano Fiori
«Franco per me era come un fratello»

L’ex ciclista pisano Di Basco ricorda il manager Gini, scomparso in settimana

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«Franco era come un fratello maggiore, le nostre carriere sono state unite per tanti anni e la sua morte mi ha lasciato un grande vuoto dentro». Queste sono le parole di Alessio Di Basco, 52enne ex ciclista di Migliarino Pisano, professionista dal 1987 al 1997 con 13 vittorie all’attivo incluse due tappe al Giro d'Italia, una alla Vuelta di Spagna e una al Giro di Svizzera.

Due vite davvero in parallelo, nel ciclismo e fuori, per un rapporto di amicizia a prova di bomba consolidato nel tempo e proprio di Franco Gini un commosso Di Basco ci parla a cuore aperto. «Franco era nato a Cenaia e aveva 64 anni. Da giovane ha fatto il calciatore, poi il barbiere, finché si mise in affari col fratello Bertino impiantando un'azienda vivaistica specializzata nelle barbatelle (vigneti, ndr). Io lo conobbi a 12 anni, quando lasciai Migliarino per trasferirmi a Cenaia, tesserato come Allievo dall’Ac Sport e Cultura-Vini Vivai fratelli Gini, club sponsorizzato proprio da Franco». Seguirono anni di grandi vittorie, con Gini che diventò il vero mentore dell'estroverso Di Basco, fino all'incontro cruciale con Ivano Fanini. «Dopo un paio d’anni diventai professionista con la Remac-Fanini, ma pretesi di avere al mio fianco Franco Gini, che a poco a poco iniziò la sua carriera di eccezionale manager e diesse nel ciclismo. Franco era bravissimo nei rapporti con sponsor anche molto importanti».

Di Basco è un fiume in piena e racconta qualche gustoso aneddoto. «Con Franco ho girato il mondo ed era bello celebrare il suo compleanno ogni quattro anni, visto che era nato il 29 febbraio: il luogo più lontano in cui lo festeggiammo fu Mendoza, in Argentina. Eravamo attaccatissimi, andavamo a ballare insieme e condividevamo le trasferte, dormendo spesso nella stessa camera. La sua scomparsa è una grave perdita per la sua famiglia, per me e per il ciclismo. Il giorno più bello? La vittoria di tappa al Giro 1988, a Marina di Massa, una tappa tutta toscana. Sul traguardo precedetti i re dello sprint e sul podio io, Franco e Ivano Fanini piangemmo come dei bambini».

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