Sicurezza
Panucci sbatte la porta e se ne va
Prima il pari col Cesena, poi la lite con Ceravolo. «Si cerchi pure un nuovo allenatore»
LIVORNO. «Facciamo così: io me ne vado. Lei si cerchi un altro allenatore». Il terremoto arriva alle 16.58, l’epicentro è lo spogliatoio del Livorno. Christian Panucci alza i tacchi e se ne va dopo una lite con il ds Franco Ceravolo aprendo una nuova crisi tecnica. Strappo che si può ricucire? Possibile ma per niente sicuro, nonostante il fiume di contatti serali.
LA LITE. Ma prima di capire cosa può succedere, bisogna per forza premere rewind e tornare sul luogo del delitto.
Il Livorno ha appena pareggiato la partita col Cesena 1-1, Panucci sta parlando (diciamo in modo abbastanza animato) con Moscati e Biagianti dentro lo spogliatoio. A quel punto entra Ceravolo che dice la sua. Panucci non digerisce questo inserimento e in pochi attimi il battibecco si trasforma in una rottura. «Si cerchi pure un altro allenatore», spara Panucci in faccia a Ceravolo prima di uscire dallo stadio, salire in auto e partire in direzione Savona.
LA DIPLOMAZIA. E così dalle 18 fino a tardissima serata, è iniziato il lavoro dei dirigenti amaranto per ricucire lo strappo. Da una parte il dg Paolo Armenia, dall’altra il ds Franco Ceravolo, entrambi comunque convinti che Panucci sia l’allenatore giusto per andare alla ricerca della salvezza.
SENSAZIONI. Si sa, Panucci è un carattere forte. Non ama le mezze misure. Anche se dovrà giocoforza addolcirsi un po’ se vuole fare l’allenatore in questo mondo del calcio. Visto che non ci sono dimissioni ufficiali, la “sparata” potrebbe rientrare già oggi. Forse è la soluzione più logica. La migliore per il Livorno e anche per Panucci che non avrebbe grossi vantaggi a farsi mettere il marchio di allenatore che litiga con un dirigente e va via.
Magari il tecnico potrebbe anche decidere di parlare, di spiegare tutto in una conferenza stampa, saltata ieri ufficialmente «per il mal di gola del tecnico». Una scusa che durata meno di un gatto sull’Aurelia.
E SE PANUCCI SALTA? Panucci economicamente non ha certo bisogno dei soldi del contratto col Livorno, quindi non saranno 20mila euro a tenerlo legato. Se però oggi il tecnico non avrà dei ripensamenti o dei chiarimenti, il Livorno dovrà giocoforza mettersi alla ricerca di un nuovo allenatore.
Ma chi? Ricordiamo che non è possibile ingaggiare un allenatore che si sia seduto (anche solo per una sola partita) su un’altra panchina in questa stagione. Insomma, per intenderci, un Davide Nicola non può arrivare.
E allora le soluzioni sono un paio, non di più. Dando per scontato che comunque non può tornare Mutti e che non sarà promosso Tarroni, restano due ipotesi: Fabio Liverani e Carmine Gautieri. Il primo era già stato tirato in ballo quando arrivò Ceravolo a Livorno, il secondo ha il vantaggio di conoscere già l’ambiente e buona parte dello spogliatoio del Livorno.
Altri allenatori liberi? Gigi De Canio, Walter Novellino e Alessandro Calori.
Se poi volete una nostra valutazione, beh, ci viene i brividi a leggere alcuni di questi nomi. Ma brividi veri, di paura. Panucci ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma restiamo dell’idea che sia l’allenatore che può portare il Livorno alla salvezza. Se Panucci se ne va, si apre una nuova crisi che rischia davvero di tagliare le gambe al Livorno. In questa stagione maledetta, speriamoci di non farci ancora male da soli.
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