Toscana
La partita? Un pareggio buono e giusto
Il caso-Panucci non oscura una prova positiva: ottimo primo tempo con Ceccherini-gol, poi il Livorno cala e Kone firma l’1-1
LIVORNO. Chiaro che il caso-Panucci abbia travolto tutto. Anche la partita. Un 1-1 arrivato al termine di una partita difficile.
È vero, il Livorno non ha giocato bene, è calato, ha sofferto. Non ha entusiasmato. Ma il problema non è aver pareggiato contro il Cesena, squadra costruita per andare in serie A. Il problema è aver pareggiato in casa col Como, aver pareggiato in casa con la Salernitana, aver perso in casa con l’Ascoli. Danni della vecchia gestione, danni dovuti ai due mesi che la società ha gettato alle ortiche. Perché ora in classifica ci mancano quei punti, non i due in più della vittoria col Cesena. Nella speranza che adesso non ci siano ulteriori strascichi alle parole di fuoco di Panucci nel post-gara.
DUE FACCE. Come detto, il Livorno non ha disputato una grandissima partita. O meglio: ha disputato un ottimo primo tempo e una ripresa sottotono. Il pareggio ci sta tutto, è il fedele specchio di quanto visto in campo.
E tutto sommato gli amaranto se la sono giocati alla pari contro una squadra allestita per tornare in serie A e che non nasconde le proprie ambizioni di provarci almeno ai playoff.
PIRATI. Il Cesena non è squadra che va in trasferta con l'occhio bendato e la bandiera dei pirati. Questo si sapeva. Ma il Livorno è stato bravo a prendere subito la partita in pugno, senza regalare velleità ai bianconeri che magari potevano svegliare il can che dorme. Il 4-2-3-1 di Drago era anche abbastanza spregiudicato, quantomeno nei progetti. In realtà sin dall'inizio sono state soprattutto le iniziative di Vajushi a creare scompiglio nella difesa bianconera.
Il Cesena ad esempio nel primo tempo si è visto che un tiro di Kessie parato da Pinsoglio, poi si è eclissato. Il gol al 21' di Ceccherini è stato perfetto come esecuzione: angolo di Vajushi, sponda di Vantaggiato e ottima scelta di tempo di Ceccherini che ha firmato il suo secondo gol stagionale. A quel punto era logico attendersi la scossa del Cesena che invece non ha fatto neanche il solletico al Livorno. Anzi, sono stati gli amaranto ad andare vicini al raddoppio prima con Vajushi (dopo una splendida galoppata di Gasbarro) e poi con Schiavone la cui punizione è stata deviata in angolo da Gomis.
PERSO I SENSI. Altra storia nel secondo tempo quando Drago ha messo dentro Sensi. In un batter d'occhio il Livorno ha perso 40 metri, ritrovandosi accerchiato. E la sensazione che il gol fosse nell'aria, è purtroppo durata poco. Perché il gol del Cesena è arrivato subito all'11, una bella percussione di Kone facilitata però da un errore di Jelenic.
Panucci ha cambiato che bisognava mischiare le carte perché il Cesena era ormai padrone del centrocampo. Prima ha inserito Moscati al posto di Baez (sostituzione che era già pronta prima del gol di Kone) passando al 4-4-2, poi addirittura ha messo dentro Lambrughi scegliendo il 3-5-2, prima volta in assoluto della difesa a tre nella sua gestione.
Mosse che hanno riportato un po’ di equilibrio sul match, con il Livorno che ha avuto anche qualche fiammata interessante. A una manciata di minuti però abbiamo rischiato grosso, con un colpo di testa ravvicinato di Djuric sul quale Pinsoglio si è allungato per deviare in angolo. Salvando l’1-1.
Giusto così. Bisogna essere obiettivi: stavolta il pareggio non faceva una grinza.
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