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amaranto»IL PERSONAGGIO

di Gianni Tacchi
amaranto»IL PERSONAGGIO

LIVORNO. Con lo Spezia è stato l’unico difensore a non commettere errori così evidenti, ma anche lui è stato travolto. Inevitabile, guardando il flop generale degli amaranto. Ma Jherson Vergara,...

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LIVORNO. Con lo Spezia è stato l’unico difensore a non commettere errori così evidenti, ma anche lui è stato travolto. Inevitabile, guardando il flop generale degli amaranto. Ma Jherson Vergara, titolare in tutte e 5 le partite di questo girone di ritorno, guarda avanti con fiducia e ottimismo. E con quel sorriso sempre stampato sulle labbra.

«Il gruppo non è mai stato così unito – ha detto il centrale colombiano, qui in prestito con diritto di riscatto e controriscatto dal Milan – con il ritorno di Panucci le cose sono migliorate, anche perché ci siamo sbloccati con due vittorie. L’ultima sconfitta, però, ha confermato che non siamo ancora guariti e che dobbiamo lavorare tanto. Lotteremo fino alla fine per la salvezza, un obiettivo alla nostra portata».

Ma dietro qualcosa non va…

«Quando prendi tre gol, è normale che la difesa finisca sotto accusa. Domenica scorsa abbiamo sbagliato, è verissimo, ma si perde e si vince tutti insieme».

Cosa non ha funzionato?

«Dietro abbiamo commesso alcuni errori, che poi abbiamo pagato: il giallo a Borghese ha influito, perché Calaiò andava sempre dalla sua parte. Comunque non siamo riusciti a esprimere il nostro calcio, come ha sottolineato anche il mister».

Cosa vi ha detto alla ripresa degli allenamenti? C’è stato un confronto più duro rispetto al solito…

«Beh, è ovvio dopo una sconfitta. Ma noi parliamo anche dopo una vittoria o un pareggio, sono momenti in cui riguardiamo gli sbagli e cerchiamo di capire dove poter migliorare».

Adesso arriva il Cesena, altra squadra di grande qualità.

«Sì, costruita per andare in Serie A. Noi dovremo fare il nostro gioco, girando la palla velocemente. Sarà fondamentale scendere in campo con la giusta mentalità, quella che porta a vincere le partite».

Secondo la piazza, uno dei problemi riguarda lo scarso attaccamento alla maglia del gruppo, visti i tanti giocatori in prestito: cosa ti senti di rispondere?

«Io sono del Milan e non sono nato qui come Ceccherini, per esempio. Ma questi discorsi non li condivido: io gioco per passione e cerco sempre di dare il massimo, altrimenti farei un torto anche a me stesso. Dico di più: qui sto bene e mi piacerebbe rimanere anche la prossima stagione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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