Gioco
Club Magnozzi, 50 e non sentirli
Festa di compleanno in via della Gherardesca tra ricordi e speranze
LIVORNO. Tifosi si nasce e non si diventa. Essere tifosi del Livorno, poi è addirittura un valore aggiunto. Un privilegio. Significa sposare un ideale, soffrire, ma anche esplodere di gioia. Di sicuro essere sempre fedeli alla linea a testa alta. Ieri il Club Magnozzi, il gruppo di sportivi organizzati più antico della città ha festeggiato 50 anni. All'epoca – era il 16 febbraio 1966 – si chiamava semplicemente Club Amaranto. Sette anni più tardi assunse l'attuale denominazione in memoria dell'attaccante amaranto dal 1919 al 1936 con 277 presenze a 184 gol.
Un rifondazione del Club avvenuta su impulso di giovani e valorosi tifosi: Piero Lombardi, Alberto Carpigiani, Enrico Del Chicca, Gianni Palumbo, Giovanni De Blasi e Roberto Ulivieri. Nella sede del Club la festa ha riunito gli iscritti, semplici tifosi, ex amaranto e giornalisti per un pomeriggio vissuto sul filo dei ricordi, ma con il pensiero rivolto all'attuale situazione di classifica.
La grinta di Mauro Lessi. Presenti alle cerimonia – preceduta dall'inaugurazione di una completa ed emozionante mostra fotografica - alcuni giocatori del Livorno 1965/66: Nastasio, Garzelli, Bellinelli e le 368 presenze (record all time) e gli 81 anni del monumento Mauro Lessi che in trenta secondi ha spiegato che cosa significa indossare la maglia amaranto: «Noi – ha detto – giocavamo da livornesi. Riuscivamo a vincere molte partite grazie alla nostra coesione e alla forza di volontà. Noi la chiamavamo garosità».
Il saluto di Igor Protti. Non poteva mancare il Signore delle Reti invitato da Fernandez, suo primo presidente nel Livorno nel 1985: “Qui – ha dichiarato – mi sento a casa. La nostra amicizia si è consolidata nel tempo grazie a grandi successi ed esperienze straordinare, ma soprattuto passando attraverso momenti durissimi».
L'ottimismo di Armenia. A rappresentare la società Paolo Nacarlo e il dg Armenia che ha invitato i tifosi a stare vicini alla squadra: «Tutti quanti daremo il massimo per conquistare la salvezza. Noi siamo i primi a crederci. Cerchiamo di essere positivi». Un richiamo a quanti sono sfiduciati all'indomani della sconfitta di Spezia.
La premiazione. I tifosi del “Magnozzi” hanno poi premiato i giornalisti che seguono qotidianamente le vicende del Livorno, l'ex direttore sportivo Roberto Tancredi e Novilio Bruschini, gloria amaranto degli Anni Sessanta. Targa alla memoria anche per il nostro Vinicio Saltini.
Altre iniziative. Il 24 Febbraio alla galleria d'arte "Le Stanze" in via Roma 92/a sarà allestita una mostra fotografica in ricordo del Livorno degli anni che vanno dal 1962 al 1964 e sarà presentato il libro "Sor Guido" che ricorda lo storico allenatore del Livorno Guido Mazzetti che nel 1964 riportò le Triglie in B. Autore il figlio Gugliemo.
Fabrizio Pucci
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