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Zaza, ovvero come si passa dalla polvere all’altare

Zaza, ovvero come si passa dalla polvere all’altare

A gennaio doveva lasciare la Juve, invece è rimasto ed ha segnato un golden gol Lippi: i bianconeri hanno una forza incredibile. Il tweet di Allegri: è ancora lunga

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TORINO. Dalla polvere di cui ha dovuto cospargersi il capo per l'espulsione contro il Genoa agli altari per la rete che ha coronato la rincorsa bianconera ed inferto un colpo da ko al Napoli. Simone Zaza non ha mezze misure. «Mi sono tolto delle piccole soddisfazioni - dice l'attaccante lucano - e spero di togliermene delle altre, da qui a fine anno».

Gioca poco ma segna molto: 15 presenze, 7 reti, in campionato 11 e 4. Per ora bomber di scorta, lui che cercava una maglia altrove e forse l'avrebbe ottenuta se Allegri non si fosse categoricamente opposto: «Non capisco perché dovrebbe andare via - aveva detto a inizio gennaio il tecnico bianconero - Zaza è un giocatore importante per noi, è giusto che rimanga». Un mese dopo il cartellino rosso nel finale di Juve-Genoa che aveva lasciato i bianconeri in 10 contro un'avversaria non ancora domata, ecco la rivincita. «Ha commesso un'ingenuità e deve imparare ad usare di più il cervello - era stato il rimprovero pubblico di Allegri - deve crescere, ma deve rimanere tranquillo e sereno: quando si gioca in una grande squadra bisogna mantenere l'equilibrio».

Lezione imparata: con il Napoli ha sfoderato la stessa grinta, tenendo a freno gli eccessi. «Volevo dare una mano ai miei compagni, ero fresco ed è andata bene. Spero che il mio gol a fine stagione diventi il più importante della mia carriera». Zaza ha già centrato il bersaglio anche in Champions, firmando il secondo gol contro il Siviglia, 7 minuti dopo avere sostituito Morata e a 3' dal fischio finale, e guarda agli ottavi con ottimismo: «Il Bayern è un'avversaria molto difficile, ma abbiamo il dovere di provarci. Il tratto distintivo di questa Juve è la voglia di non mollare mai e di crederci sempre».

Sul momento magico dei bianconeri interviene anche Marcello Lippi, secondo il quale «la Juve non ha ancora vinto il campionato, ma ha concesso un girone di vantaggio alle avversarie e nessuna, tranne il Napoli, ne ha approfittato. E adesso ha raggiunto una forza mentale, tecnica e tattica incredibile per il calcio italiano».

«Se il Napoli ha dovuto cambiare il suo gioco - è l'analisi del ct azzurro di Berlino 2006 - è perché per la prima volta si è trovato di fronte una squadra molto tosta, fortissima, che ha una difesa formidabile. A proposito: ha ragione Buffon quando dice che bisognerebbe stracciare la carta d'identità di Barzagli».

Sull'onda della leadership in campionato, crescono - secondo Lippi - le quotazioni europee dei bianconeri: «Credo che anche al Bayern la considerazione della Juventus sia molto diversa rispetto al giorno del sorteggio».

Infine il tweet di Allegri sul successo con il Napoli: «Pazienza, determinazione e un po’ di buona sorte; i ragazzi sono stati bravi, ma è ancora lunga!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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